Esposito: Campania, turismo chiave.

3 Luglio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Il turismo è un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’economia campana, ma da solo non basta. La filiera turistica regionale deve infatti legarsi a un efficace apparato di servizi a supporto delle realtà estere e a un sistema logistico all’avanguardia. Lo afferma Gaetano Fausto Esposito, direttore generale di Assocamerestero. La leva del turismo come strumento per accrescere la competitività dei territori è al centro dell’annuale meeting dei segretari generali delle Camere di commercio italiane all’estero, in programma a Fiuggi fino a giovedì 5 luglio.

Domanda. Il turismo come leva strategica per lo sviluppo: a che punto è la Campania?
Risposta. Il turismo deve essere accompagnato da un incremento della domanda a livello internazionale. Su questo piano, la Campania sta lavorando bene, grazie al valore aggiunto dei nuovi prodotti turistici e dell’innovazione tecnologica.
D. Oltre al turismo, quali sono le altre leve per sostenere l’espansione internazionale delle imprese della Campania?
R. La filiera turistica regionale deve legarsi a un efficace apparato di servizi a supporto delle realtà estere e a un sistema logistico all’avanguardia. Insomma, c’è ancora molto da fare, sia a livello regionale che nazionale, per riuscire a raggiungere i livelli di qualità degli altri competitors internazionali.
D. Qual è il livello di competitività delle aziende campane?
R. Il livello di competitività delle imprese meridionali è migliorato negli ultimi anni, anche se siamo in ritardo rispetto alla media nazionale. Si registra, infatti, una consistente crescita delle esportazioni anche tra le regioni del Mezzogiorno verso l’area euro, mercato giudicato fino a pochi anni fa poco appetibile.
D. Quali sono i Paesi maggiormente interessati ai nostri prodotti?
R. Quelli dei mercati in via di rapida espansione, come quelli asiatici. E’ necessario, però, che le aziende di grandi dimensioni agiscano in ottica di lungo periodo, stabilendo una presenza stabile in queste aree, dove si prevedono i maggiori incrementi a livello di domanda mondiale.
f. c.