Esodati salvaguardati in ritardo: domande aperte, cosa fare

24 Maggio 2016, di Alessandra Caparello

Superare le criticità della legge Fornero: con questo obiettivo si è aperto il tavolo di confronto tra il governo e i sindacati, Cgil, Cisl e Uil, indetto il 24 maggio dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. Al centro delle discussioni le ipotesi di riforma previdenziale annunciate dal Premier Renzi e che hanno come fulcro centrale la flessibilità in uscita con l’introduzione del cosiddetto Ape, acronimo di anticipo pensionistico.

C’è da dire subito che al tavolo di confronto del 24 maggio non si è accennato al prestito e per il momento si è discusso solamente sul metodo da seguire, rinviando ad altri due successivi incontri l’approfondimento su due temi importanti, da una parte la previdenza e dall’altra il cuneo fiscale, come ha sottolineato lo stesso ministro Poletti.

“L’incontro tra governo e sindacati sulle pensioni e sulle politiche del lavoro si è tenuto in un clima molto positivo (…) il confronto prosegue nei prossimi giorni nel merito con due distinti incontri su pensioni e politiche del lavoro”.

Settima salvaguardia: numeri e scadenze

Ma se da una parte si preme per l’introduzione di nuove misure sulle pensioni che dovranno confluire nel prossimo disegno di legge di Stabilità 2017, dall’altra i sindacati mettono sul tavolo delle trattative quelle situazioni rimaste in sospeso, tra cui la quota 96, l’opzione donna e soprattutto gli esodati.

Proprio per gli esodati, il Governo nel corso delle legislature succedutesi in seguito all’entrata in vigore della riforma lacrime e sangue dell’ex ministro Elsa Fornero, ha previsto una serie di interventi di salvaguardia, finora sette in totale. L’ultimo in ordine temporale ha tutelato 26.300 lavoratori rimasti senza lavoro e senza pensione per l’allungamento dell’età pensionabile.

In particolare si tratta nello specifico di:

  • 6300 lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile
  • 9mila lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria della contribuzione
  • 5mila lavoratori licenziati o cessati per accordi individuali o collettivi di incentivo all’esodo
  • 2mila lavoratori in congedo per assistere figli con disabilità grave
  • 3000 lavoratori con contratto di lavoro a tempo determinato e in somministrazione con contratto a tempo determinato.

Tali soggetti avevano tempo fino al 1° marzo scorso per presentare domanda di accesso alla settima salvaguardia.

Esodati senza salvaguardia in 24mila

Rimangono per ora fuori dalla salvaguardia 24mila esodati. Da qui l’appello dei comitati all’attuazione da parte del Governo dell’ottava procedura di salvaguardia che sarà oggetto anch’essa della discussione nell’agenda del governo. Proprio nelle ultime ore sono arrivati i primi dati ufficiali dell’Inps in merito alle domande accolte per quanto riguarda l’accesso alla salvaguardia alla data del 20 maggio 2016. In un report pubblicato sul suo sito istituzionale, l’istituto nazionale di previdenza sociale afferma che sono oltre 125mila le pensioni certificate ed oltre 98mila quelle liquidate nell’ambito delle sette salvaguardie. Dai numeri pubblicati emerge che il numero delle domande pervenute risulta ampiamente al di sotto della capienza numerica prevista dalla legge 208/2015. Da qui la possibilità che la proposta di legge sull’ottava salvaguardia possa essere presentata in tempi molto brevi e potrebbe portare la firma del presidente della Commissione lavoro alla Camera, Cesare Damiano.