Esodati: il governo tenta di scongiurare l’ottava salvaguardia

14 Giugno 2016, di Alessandra Caparello

ROMA (WSI) – Dopo il primo incontro tenutosi a fine maggio, il governo e i sindacati si trovano nuovamente faccia a faccia a parlare di pensioni e ritorna immancabile la questione esodati, coloro che per effetto dell’entrata in vigore della riforma Fornero sono rimasti senza pensione e senza stipendio.

Proprio per evitare una nuova salvaguardia per quegli esodati rimasti fuori dai precedenti interventi del governo, al tavolo di confronto verranno presentate e discusse una serie di novità in campo previdenziale. In primo luogo l’Ape, l’anticipo pensionistico presentato da Renzi e al vaglio dei tecnici guidati dal sottosegretario Tommaso Nannicini e dal ministro del lavoro Giuliano Poletti. L’idea è quella di prevedere il finanziamento dell’Ape non solo da parte del sistema bancario ma anche direttamente dalle aziende in fase di ristrutturazione a cui potrebbero arrivare aiuti grazie ad un utilizzo mirato dei fondi europei. Sul tavolo anche l’ipotesi di utilizzare la cosiddetta Rita, acronimo di Rendita temporanea anticipata per coloro che avevano puntato alla pensione complementare. A queste misure si aggiunge il recente part time agevolato, entrato in vigore il 2 giugno scorso per i lavoratori privati assunti a temo indeterminato che hanno maturato l’anzianità contributiva per l’accesso alla pensione di vecchiaia e il requisito anagrafico entro il 2018.

Le strade tracciate in tema di riforma previdenziale potranno decretare la fine delle misure attuali di sostegno derivanti dalla crisi, come gli ammortizzatori sociali in deroga e anche la salvaguardia per gli esodati che finora è costata 12 miliardi e ha coinvolto 170mila soggetti.

Intanto i 34mila esodati che sono rimasti fuori dalle precedenti misure di salvaguardia hanno organizzato per giovedì 23 giugno prossimo una mobilitazione davanti al Ministero del lavoro a Roma. Sulla pagina Facebook gli esodati chiamando a raccolta tutti i lavoratori interessati chiedono:

“1) L’immediata chiusura delle istruttorie della settima salvaguardia;
2) La chiusura della contabilità delle sette salvaguardie con la rapida convocazione della prevista Conferenza di Servizi che certifichi i reali risparmi derivati dalle stesse e già ampiamente documentati dall’INPS nel suo ultimo parziale Report, che evidenzia risparmi ben sufficienti per un nuovo provvedimento di salvaguardia per tutti gli esclusi;
3) Il pieno reintegro delle somme prelevate dal “Fondo Esodati” di cui al comma 235 della L. 228/2012 ed utilizzate per svariati capitoli di spesa incoerenti rispetto al dettato legislativo che regolamenta il fondo stesso;
4) Il pieno sostegno del Governo alla nuova proposta di legge parlamentare per l’ ottava salvaguardia a prima firma dell’ Ongiuli, assicurando alla stessa un iter parlamentare d’urgenza per la sua approvazione nel più breve tempo possibile e comunque non oltre il mese di settembre”.