Esodati chiedono ottava salvaguardia

20 Maggio 2016, di Mariangela Tessa

NEW YORK (WSI) – Sette provvedimenti non sono bastati. La Commissione Lavoro della Camera è al lavoro per predisporre entro l’estate un disegno di legge che garantisca l’ottava manovra di salvaguardia per gli esodati: un’ultima misura per lavoratori che sono in mobilità dal 2011.  Si tratta di una manovra rivolta a proteggere i 24.000 italiani rimasti ancora senza tutele.

Circa l’esatta determinazione della platea di esodati beneficiari dell’ottava manovra, rimasti privi di tutele, restano ancora dei punti da chiarire in attesa dell’uscita del disegno di legge ad hoc. I rispettivi dati, infatti, saranno disponibili con l’ordinario monitoraggio che servirà ad offrire un quadro più completo da cui partire per selezionare le situazioni ancora da tutelare.

Intanto, l’Inps, nei giorni scorsi, ha pubblicato un report dei provvedimenti di salvaguardia già approvati. Il costo complessivo delle salvaguardie è stato di circa 12 miliardi di euro.

Come riportato qualche settimana fa, dalle agenzie stampa, l’Ufficio parlamentare di Bilancio ha segnalato in un dossier che i provvedimenti di salvaguardia hanno via via perso il requisito di urgenza e allentato le maglie che circoscrivevano l’accesso al beneficio “finendo con l’includere progressivamente anche coloro che avevano preso decisioni molti anni prima della riforma Fornero e che attendevano la decorrenza della pensione anche in tempi di molto successivi alla riforma“.

Si starebbe snaturando con il tempo, per l’Upb, il senso stesso delle salvaguardie pensionistiche, diventando:”Non un esonero indirizzato in maniera specifica ai lavoratori, ma una soluzione per mettere al riparo platee più ampie e non necessariamente, o non tutte, danneggiate in maniera diretta dalla riforma, utilizzando le salvaguardie come surrogato di politiche passive del lavoro o di altri istituti di welfare oggi sottodimensionati o assenti“.