ESM ottiene licenza di ricapitalizzare banche

21 Giugno 2013, di Redazione Wall Street Italia

LUSSEMBURGO (WSI) – L’Eurogruppo ha raggiunto ieri notte a Lussemburgo un accordo politico sul meccanismo di ricapitalizzazione diretta delle banche in crisi da parte dell’Esm (European Stability Mechanism), il fondo di salvataggio dell’Eurozona.

L’accordo non era scontato, visto il freno posto sistematicamente dai tedeschi a tutte le decisioni sull’unione bancaria non appena rischiano di diventare operative, ma alla fine il meccanismo è stato posto sui binari, stabilendo le condizioni specifiche (molto strette) che dovranno essere rispettate perché una banca possa farvi ricorso.

Le decisioni sull’attivazione dello strumento di ricapitalizzazione diretta saranno prese “con accordo reciproco” (cioè all’unanimità) da parte del board dei governatori dell’Esm, ovvero gli stessi ministri delle Finanze dell’Eurozona.

Gli interventi potranno anche essere ‘retroattivi‘ (come chiedevano spagnoli e irlandesi, che hanno già salvato o stanno ricapitalizzando le proprie banche a spese del bilancio pubblico), ma dovranno essere approvati sempre all’unanimità e caso per caso, e come ha detto il ministro tedesco Wolfgang Schaeuble, “il margine di manovra è stretto”.

La Germania, infatti, è riuscita a limitare a 60 miliardi di euro il totale delle ricapitalizzazioni dirette che l’Esm potrà effettuare per tutte le banche dell’Eurozona, molto poco se si considera che alla sola Spagna sono stati già prestati 41 miliardi per salvare le proprie banche attraverso il fondo pubblico Frob. Inoltre, gli Stati membri dovranno intervenire comunque con una parte dell’aiuto agli istituti finanziari da salvare, fra il 10 e il 20 per cento del totale.

La ricapitalizzazione diretta sarà possibile solo se la banca per cui è richiesta ha carattere ‘sistemico’ o comunque rischia di mettere in pericolo la stabilità dell’intera Eurozona, in assenza dell’aiuto dell’Esm: in pratica, se l’eventuale salvataggio da parte dello paese membro di appartenenza rischia di aumentare l’indebitamento dello Stato stesso al punto da mettere a rischio il suo accesso ai mercati (ed eventualmente costringerlo a ricorrere all’Esm nel suo ruolo principale di fondo salva-Stati). Altre condizioni sono che la banca beneficiaria non riesca a rispettare i requisiti di capitale stabiliti dalla Bce (nella sua nuova qualità di supervisore bancario unico dell’Eurozona) e non riesca ad attrarre sufficienti capitali privati sul mercato.

Lo strumento dell’Esm per la ricapitalizzazione diretta delle banche dovrebbe entrare in vigore nella seconda metà del 2014, quando sarà pienamente operativa la nuova Autorità di supervisione unica affidata alla Bce, secondo quanto hanno annunciato ieri notte il commissario Ue agli Affari economici e monetari, Olli Rehn e il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem.

Resta da vedere se, così come é stato predisposto, riuscirà davvero a conseguire l’obiettivo per cui è stato concepito: spezzare il circolo vizioso fra crisi bancaria e crisi del debito sovrano, che fa sí che l’una alimenta l’altra.
(TMNews)