Esempio di furbetti italiani: coppia dichiara 6 euro, evasione totale

24 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

VENEZIA – Nella denuncia dei redditi del 2010 marito e moglie avevano denunciato rispettivamente 1 e 5 euro, scordandosi pero’ di annotare l’introito di 65 milioni di euro per la vendita di 180 ettari di terreno.

Lo ha scoperto il Nucleo di polizia tributaria della Guardia di finanza di Venezia, rilevando tra l’altrro che quella della coppia era stata la transazione immobiliare di maggior rilievo realizzata nella provincia lagunare nell’ultimo quinquennio. Ed e’ solo una parte di quello che hanno accertato i finanzieri alla fine di un’attività di verifica fiscale condotta nei confronti di due società con sede nel Lussemburgo.

Tutto e’ iniziato dal controllo di una compravendita effettuata da una delle due società, di un’area sul litorale di Eraclea (Venezia) di circa 180 ettari a ridosso del mare, l’equivalente di oltre 200 campi da calcio, avvenuta nel 2008 per un importo di 65 milioni di euro, di cui l’uomo era proprietario. Gli accertamenti delle fiamme gialle hanno infatti permesso di scoprire che dietro le societa’ lussemburghesi, che gestivano un cospicuo patrimonio immobiliare, vi era in realtà un imprenditore italiano di 68 anni, risultato da sempre evasore totale.

L’uomo non avrebbe tra l’altro mai fatta una dichiarazione dei redditi dal 1997 al 2008, mentre ha segnalato al fisco per gli anni di imposta 2009 e 2010 un importo rispettivamente di 4 e 5 euro, la moglie invece ha dichiarato per il 2010 un solo euro di reddito.

A carico dei coniugi, per gli anni sottoposti a verifica, sono stati constatati nel complesso redditi omessi per circa 26 milioni di euro, e corrispondenti imposte per oltre 11 milioni, calcolati in via presuntiva sugli investimenti di somme detenute all’estero che variavano tra i 140 e i 200 milioni.

Le indagini, svolte sotto la direzione dell’Autorità Giudiziaria di Verona, hanno portato al sequestro preventivo di titoli nazionali per oltre 52 milioni di euro, al fine di garantire le pretese erariali, provvedimento già convalidato dal Tribunale del Riesame di Verona. Nei confronti delle società coinvolte, invece, e’ stata contestata l’omessa fatturazione per 130 milioni di euro, l’omessa dichiarazione di plusvalenze per oltre 21 milioni di euro e un’evasione dell’Iva e dell’Ires, rispettivamente per 26 milioni e 6 milioni di euro.