Era già tutto scritto, ci stiamo avvicinando al collasso

3 Settembre 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “Se l’attuale trend di crescita della popolazione mondiale, di industrializzazione, inquinamento, produzione di cibo e se lo sfruttamento delle risorse continua, il limite alla crescita del pianeta sarà raggiunto ad un certo punto nei prossimi cento anni. Il più probabile risultato sarà un improvviso e incontrollabile declino sia nella popolazione che nella capacità industriale”. Queste parole, estreamente attuali, sono scritte in un libro del 1972, dal titolo “Limits to Growth”.

Il ricercatore australiano Graham Turner negli ultimi anni ha esaminato i presupposti dello studio in modo dettagliato e apparentemente, i risultati della sua ricerca, sono in linea con le predizioni del rapporto.

Il libro, che prevedeva un probabile collasso della nostra civilizzazione in questo secolo, è stato per anni criticato come “mera fantasia”.
E invece i ricercatori dell’Università di Melbourne hanno trovato le previsioni del libro molto accurate, e sono passati 40 anno. Se continuiamo nel sentiero descritto dal libro, aspettiamoci di entrare a breve nelle prime fasi di un collasso globale-

Limits to Growth era stato commissionato da un ‘think tank’ chiamato Club of Rome. I ricercatori del Massachusetts Institute of Technology avevano costruito un modello al computer per monitorare l’economia mondiale e l’ambiente: World3 e l’obiettivo era molto ambizioso, monitorare industrializzazione, popolazione, cibo, utilizzazione delle risorse e inquinamento.

Hanno modellato i dati a partire dal 1970, quindi hanno sviluppato una serie di scenari fino al 2100, sulla base del comportamento umano e nel caso che l’uomo prendesse sul serio o meno le questioni legate a ambiente e risorse. E nel caso negativo il modello ha previsto “collasso” dell’economia dell’ambiente e della popolazione prima del 2070.

Il punto centrale del libro era inoltre che la “terra è finita” e quindi non può sopportare una illimitata crescita della popolazione dei beni materiali ecc, perchè questi porterebbero al crollo.