“Epidemie speculative”: bolle non finiscono mai

18 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW HAVEN (WSI) – Secondo la definizione del dizionario Oxford, una bolla speculativa è qualcosa di “fragile, senza sostanza, vuoto o senza signinicato: uno spettacolo ingannevole. Dal 17esimo secolo in poi spesso è stata usata per identificare schemi illusori finanzari o commerciali”.

Il problema è che parole come schema e spettacolo farebbero pensare a una creazione deliberata, piuttosto che un fenomeno sociale diffuso che non è diretto da alcun impresario. Per questo, secondo l’economista Robert Shiller il termine corretto per descrivere dovrebbe essere “epidemie speculative”.

Il Professore della Yale University e creatore dell’indice sui prezzi delle case Usa Case-Shiller scrive su Project Syndacate che “dal momento che si tratta di fenomeni socio-psicologici, sono per natura difficili da controllare”.

L’azione intrapresa dalle autorita’ di controllo dopo la crisi finanziaria del 2008 potrebbe anche riuscire a diminuire il numero e la portata delle bolle future. Ma la paura di un eventuale scoppio potrebbe causare un contagio psicologico, alimentando ancora di piu’ profezie che si avverano da sole.

Un problema con la parola bolla e’ che crea una figura mentale di una bolla di sapone che si gonfia progressivamente e che e’ destinata a scoppiare da un momento all’altro e irrevocabilmente. Le bolle speculative, tuttavia, non hanno un termine. Si sgonfiano, in qualche modo, per poi rigonfiarsi.

E’ difficile fare soldi scommettendo contro le bolle. Il contagio psicologico promuove uno stato mentale che giustifica il rialzo dei prezzi, pertanto partecipare alla bolla e’ quasi un atto razionale. Ma lo e’ solo di facciata.

Si potrebbe essere portati a pensare che viviamo in un mondo privo di bolle dal 2006 – l’anno che ha dato il la alla maggiore bolla immobiliare della storia, seguita da una gigantesca bolla azionaria globale. In realta’ si continua a parlare di eventuali bolle in fase di sviluppo.

Si prenda l’esempio della Colombia: uno non si aspetterebbe di incontrare una bolla in atto in un paese dove con le sue misure il governo guidato dal presidente Juan Manuel Santos ha fatto scendere l’inflazione e i tassi di interesse ai livelli dei paesi industrializzati, cancellando la minaccia rappresentata dai ribelli delle Farc.

Tutto cio’ ha iniettato una linfa fresca di vitalita’ nell’economia. Ma e’ proprio la serie di eventi ideale che solitamente fa da anticamera a una bolla immobiliare.