ENERGIA: UN PETROLIERE CHE PUNTA SUL GAS NATURALE

14 Aprile 2010, di Redazione Wall Street Italia

Piu’ gas naturale americano e meno petrolio straniero. E’ questa la proposta che sta facendo passi avanti spediti verso il Congresso, che potrebbe dare il suo ok definitivo entro fine anno. Lo sostiene T. Boone Pickens, fondatore e AD di BP Capital, tra i piu’ famosi raider di Wall Street degli anni Novanta .

Ai microfoni dell’emittente Usa Cnbc, il leggendario petroliere del Texas ha detto che “questo presidente (Obama) ha l’opportunita’ di abbassare le importazioni, e’ l’unico inquilino della Casa Bianca che puo’ farlo e noi dobbiamo riuscirci con le nostre stesse risorse”, ha spiegato aggiungendo che “gli Stati Uniti sono sommersi dalle riserve di gas naturali: il gas naturale di cui disponiamo e’ il doppio del petrolio che ha l’Arabia Saudita”.

Pickens e’ chiamato a testimoniare davanti alla Camera sugli “Energy Tax Incentives Driving the Green Job Economy”, affrontando la riforma del settore e dando il suo supporto a una legislazione bipartisan sui gas naturali che al momento e’ allo studio di Camera e Senato.

Il petroliere e’ cosi’ convinto della bonta’ delle sue idee, che negli ultimi due anni ha investito $62 milioni in progetti legati ai gas naturali. Il punto e’ che ora il governo deve concedere incentivi al settore (in modo particolare a quello del trasporto merci) con l’obiettivo di aumentare la produzione di camion che utilizzino gas naturale al posto della benzina.

“Dobbiamo dare al settore $65000 per la produzione di nuovi camion. Ci vorranno 7 anni per fare 8 milioni di camion. Se lo facciamo, ci torneranno indietro $100 miliardi. Ogni miliardo speso genera 100000 posti di lavoro” ha aggiunto. Tradotto, significa che con $7 miliardi noi possiamo creare 700000 posti di lavoro.

Con l’economia in miglioramento e la domanda da parte di Paesi come la Cina in crescita, entro fine anno gli Stati Uniti vedranno il greggio toccare quota $95 al barile, ha ancipato l’esperto.

“Se continuiamo sulla stessa strada (ora che importiamo il 68% del nostro petrolio), in 10 anni faremo arrivare da Paesi al di fuori dei confini americani il 75% del greggio di cui abbiamo bisogno e finiremo per pagarlo $300 al barile”.