Energia, Ortis “mercato elettrico più efficiente del gas”

15 Luglio 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – Il mercato dell’energia in Italia mostra un andamento più efficiente di quello del gas relativamente alle tariffe praticate. E’ quanto emerge dalla relazione annuale dell’Authority per l’energia ed il Gas, presentata dal Presidente Alessandro Ortis. Dal 2004 i prezzi dell’energia elettrica hanno infatti segnato un trend decrescente, mostrando un calo del 14% in termini reali, che non sembra aver inciso sugli investimenti né sulla qualità del servizio. Un mercato ben bilanciato. La stessa cosa non si può dire per il gas, che ha dovuto mantenere una certa stabilità delle tariffe a fronte di un minor grado di efficienza. La spiegazione – secondo Ortis – è che il mercato del gas è maggiormente parcellizzato. I prezzi all’ingrosso dell’energia restano complessivamente più elevati rispetto alla media europea e rispetto ad altri Paesi confinanti, come nel caso della Francia. E’ questo l’effetto di un mercato meno competitivo, che vede un operatore dominante in tutte le fasi della filiera, e di una imposizione fiscale maggiore di quanto espresso dalla fiscalità diretta. Vi sono infatti prelievi indiretti che vengono alla fine scaricati sulla bolletta. In merito al mercato elettrico, Ortis sottolinea l’importanza delle liberalizzazioni, che hanno portato a risparmi per circa 4,5 miliardi l’anno, sia per effetto della nuova concorrenza in misura dle 60% e per la progressiva riduzione delle tariffe nell’ordine del 40%. Quanto al gas, il Presidente dell’Authority mette il punto sui ritardi del sistema, anche in raffronto a quello elettrico. Particolare rilevanza assumono i ritardi negli stoccaggi, perlopiù dovuti all’Eni che controlla quasi tutte le attività italiane di stoccaggio. Sul mercato al dettaglio la situazione non è migliore e si rileva uno scarso successo delle liberalizzazioni. Ortis auspica anche il possibile passaggio del controllo di Snam da Eni a CDP. Questa operazione potrebbe infatti favorire l’internazionalizzazione della compagnia italiana, con ricadute positive sul mercato del gas. Si tratterebbe di una operazione analoga a quella avvenuta fra Terna e Enel nel settore elettrico.