Energia: Autority, per elettricità e gas concorrenza a due velocità

26 Agosto 2010, di Redazione Wall Street Italia

(Teleborsa) – In Italia, la liberalizzazione del mercato dell’energia viaggia a due velocità: con efficacia nel settore elettrico, già positivamente aperto alla concorrenza; con molte resistenze e difficoltà invece nel settore del gas, penalizzato dalla scarsa competitività. Infatti, nel settore elettrico, si legge in un comunicato dell’Autorità per l’energia elettrica e il gas, a tre anni dalla completa apertura del mercato per tutti i consumatori (1° luglio 2007), oltre 3,2 milioni di famiglie e 1,2 milioni di piccole aziende hanno già cambiato fornitore, scegliendo fra le diverse opportunità offerte da diversi venditori in competizione fra loro. In totale, dal 1° luglio 2007, sono circa 4.424.000 (pari al 12,2% del totale) i consumatori che hanno scelto il mercato libero dell’energia elettrica: di questi, 3,2 milioni sono famiglie (circa l’11,2% del totale) e 1,2 milioni sono aziende (il 16,1% del totale). Nel settore elettrico, gli switching (cambi di fornitore) sono aumentati del 4% nell’ultimo anno, a conferma del positivo sviluppo della concorrenza. Nel settore gas naturale, invece, i cambi di fornitore sono minori perché il mercato gas è ancora poco efficiente ed in forte ritardo nello sviluppo della concorrenza e delle infrastrutture. A oltre sette anni dalla completa apertura del mercato (gennaio 2003), ha scelto il mercato libero solo il 4% delle famiglie e, in totale, i cambi di fornitore (famiglie e aziende) non superano il 7%. Le forti asimmetrie fra il mercato elettrico (più efficiente e progredito) e quello del gas (meno efficiente e scarsamente aperto alla concorrenza) sono legate alla presenza, nel settore del gas, di un operatore dominante (ENI) che controlla ancora il 92% delle infrastrutture di import e il 65% delle immissioni sul mercato nazionale. Nel settore elettrico, invece, la quota nazionale dell’operatore ex monopolista dominante (ENEL) si è ridotta al 30% e sul mercato sono entrati nuovi operatori che hanno indotto anche un aumento della capacità di produzione. Più in generale le liberalizzazioni e la regolazione hanno già garantito risultati importanti: nel settore elettrico nazionale, ad esempio, una riduzione di oneri stimabile in più di 4,5 miliardi di euro all’anno, rispetto al 1999. A questo dato hanno contribuito, per il 40%, la riduzione di componenti tariffarie regolate (trasporto e distribuzione) e, per il 60%, la pressione competitiva (sul mercato all’ingrosso in particolare) che ha indotto investimenti per impianti nuovi e più efficienti. Tra le asimmetrie, che differenziano i settori elettrico e gas, va ricordata anche quella riguardante la terzietà delle reti di trasporto, monopoli che dovrebbero garantire a ogni concorrente servizi senza nemmeno il dubbio di discriminazioni. Per il mercato elettrico è stata già opportunamente attuata, con vantaggi per i consumatori, la separazione proprietaria di Terna da Enel. Nel settore gas, invece, Snam Rete Gas è ancora controllata da ENI, uno dei concorrenti in gioco e per giunta il dominante; ciò non ha favorito e non favorisce lo sviluppo infrastrutturale, la concorrenza e l’efficienza del mercato gas.