EMMA BONINO INCONTRA A NEW YORK LA FINANZA USA

16 Gennaio 2007, di Redazione Wall Street Italia

Parte da New York la prima missione politica e commerciale negli Stati Uniti del ministro per il Commercio Internazionale e per le Politiche Europee, Emma Bonino. Il primo appuntamento in agenda è l’incontro con importanti esponenti della finanza e degli investimenti statunitensi, tra cui Blackstone, Vestar e Texas Pacific Group, oltre a banche e istituzioni finanziarie italiane e americane.

L’evento, organizzato dall’ICE di New York, sotto gli auspici del Consolato Generale e con la collaborazione della Banca d’Italia, ha come obiettivo quello di attrarre gli investimenti USA in Italia che hanno raggiunto nel 2005 una cifra complessiva di 26 miliardi di dollari con una quota dell’1,3% sul totale degli investimenti diretti americani.

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Il rafforzamento delle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, primo mercato di destinazione delle nostre esportazioni, al di fuori dell’Unione Europea, e il terzo in assoluto, dopo Germania e Francia, sono al centro della missione del ministro Bonino che poi proseguirà la visita mercoledì e giovedì a Washington. Nella capitale è previsto, tra l’altro, oltre all’incontro con la National Italian American Foundation (NIAF) anche l’appuntamento con Susan Schwab, rappresentante al commercio per il governo americano, per cercare di rilanciare il Doha Round.

Il ministro infine avrà degli incontri presso le istituzioni finanziarie internazionali, Banca Mondiale e Fondo Monetario Internazionale, e concluderà la sua missione con un incontro al Congresso con il presidente della Commissione Ways and Means, Charles B. Ranger, per discutere del cosiddetto fast track, in scadenza a luglio, ovvero il mandato conferito dal Congresso al presidente Bush per decidere in materia di negoziati commerciali multilaterali.


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INVESTIMENTI STATUNITENSI IN ITALIA – a cura dell’ICE di New York

Su base mondiale gli Investimenti Diretti Esteri (IDE) sono cresciuti ad un passo piu’ sostenuto rispetto alle cifre relative all’interscambio commerciale. Questo grazie anche ai profitti delle aziende statunitensi e delle maggiori potenze economiche a livello mondiale che hanno generato una forte liquidita’.

Nel 2005 i flussi di IDE sono cresciuti del 29% laddove, secondo i dati rilasciati dal WTO (World Trade Organisation), le esportazioni a livello mondiale hanno raggiunto i 10 trilioni di dollari, con una crescita –sempre nel 2005 – pari “solo” al 13%.

Secondo i dati preliminari rilasciati dall’UNCTAD (United Nations Conference on Trade and Development), i flussi di investimenti diretti esteri in entrata a livello globale hanno raggiunto nel 2006 una cifra pari a 1,2 trilioni di dollari con un incremento del 34% rispetto al 2005.

Nel 2006 – di nuovo secondo le stime dell’UNCTAD – i flussi in entrata in Italia sono stati pari a 30 miliardi di dollari, con un incremento di ben il 50% rispetto al 2005!

Gli investimenti USA in Italia hanno raggiunto una cifra pari a 26 miliardi dollari (consistenze a fine 2005) con una quota dell’1,3% sul totale degli IDE USA che nel 2005 sono stati pari a oltre 2.000 miliardi di dollari in totale. L’Italia si e’ collocata al ventesimo posto in graduatoria, dopo Regno Unito, Canada e Paesi Bassi, che si sono aggiudicati rispettivamente investimenti per 323, 235 e 181 miliardi di dollari collocandosi al primo, secondo e terzo posto (dati Unctad – World Investment Report del settembre 2006).

Dal 2002 ad oggi, secondo la banca dati Locomonitor che registra e classifica i progetti di investimento realizzati nei vari paesi da operatori esteri , in Italia sono stati realizzati 118 progetti di investimento da aziende statunitensi, pari al 27% del totale. Gli Stati Uniti sono al primo posto per progetti di investimento in Italia seguiti dalla Gran Bretagna con 51 progetti (12% del totale) e dalla Germania con 35 progetti (8% sul totale).

E’ in atto un positivo trend dei flussi di investimenti americani verso l’Italia. Infatti nel corso del 2005 e dei primi mesi del 2006, sono stati registrati importanti segnali di apertura ed interesse da parte degli investitori statunitensi. Tra le principali operazioni di investimento si citano:

• Merck, multinazionale USA per il settore farmaceutico ha acquisito l’italiana BioXell con un accordo valutato attorno ai 150 milioni di dollari.

• Genethera, azienda statunitense leader nel settore delle biotecnologie ha stretto un accordo di collaborazione con un laboratorio di ricerca piemontese per investimenti pari a circa 3 milioni di euro.

• General Motors ha inaugurato a Torino il quartier generale della General Motors Powertrain per la progettazione di nuovi motori e con un investimento di circa 10 milioni di euro.

• Microsoft ha aperto un centro di eccellenza per la bio-informatica a Trento e, insieme con Siemens, ha inaugurato a Genova un centro di eccellenza europeo per i controlli automatici e l’automazione industriale.

• Sempre la Microsoft ha stretto un accordo di collaborazione con il Politecnico di Torino per la ricerca sulle malattie genetiche e sul morbo di Alzheimer in particolare.

• Il centro di ricerche americano National Cancer Institute ha investito 850.000 dollari nell’Istituto Europeo di Oncologia di Milano per la realizzazione di studi sui farmaci per la prevenzione dei tumori.

• La Marvell, azienda californiana produttrice di semiconduttori ha aperto un centro a Pavia con 25 ingegneri per la progettazione ed il design delle apparecchiature di telecomunicazioni.

Una nota a parte meritano poi gli investimenti realizzati dai cosiddetti fondi collettivi di investimento – private equity funds – che ormai stanno assumendo un ruolo sempre piu’ importante nel panorama dei flussi di IDE a livello mondiale. I leader in questo settore sono i fondi statunitensi che, grazie ai bassi tassi di interesse e ad una enorme liquidita’, sono diventati protagonisti nelle acquisizioni di aziende in USA e all’estero.

In Italia, il fondo Blackstone ha appena acquistato Gardaland, ed ha recentemente dichiarato che intende giocare un ruolo importante anche attraverso acquisizioni di quote di partecipazione in Telecom, Tim e in Fastweb.

Carlyle e Vestar, altri due importantissimi investitori statunitensi, hanno uffici a Milano. Vestar ha investito in Italia per circa 1,6 miliardi di euro ed ha in portafoglio marchi come Fiorucci Seves. IL Gruppo Vestar e’ interessato ad ulteriori acquisizioni nell’health care, nei media e nei servizi finanziari ed assicurativi in Italia.

Il Gruppo Carlyle ha acquisito e recentemente rivenduto la Avio SPA (ex Fiat Avio) mentre Cerberus Capital Management possiede la FILA. Goldman Sachs controlla la Prysmian Cables & Systems (ex Pirelli Cavi), importante societa’ attiva nella posa dei cavi sottomarini. Cornell Capital, altro fondo statunitense di investimenti, ha acquisito i Viaggi del Ventaglio.

Come quindi e’ possibile evincere dai casi su menzionati – che non completano tuttavia il panorama di investitori USA presenti in Italia – il nostro Paese sta evidentemente aprendo le porte ai fondi di private equity e sta diventando sempre piu’ appetibile quale sede di attivita’ industriali e di ricerca.

L’incontro a New York della Ministro Bonino con importanti esponenti della comunita’ finanziaria statunitense si colloca in questo ampio ed articolato quadro ed ha l’obiettivo di trasmettere un chiaro messaggio di apertura e di attenzione del Governo Italiano verso le problematiche relative agli investimenti esteri in Italia.

E, d’altro canto, proprio il positivo riscontro ottenuto da parte di alcuni tra i piu’ importanti operatori ed investitori, quali: Blackstone, Vestar e il Texas Pacific Group presenti all’incontro con la Ministro Bonino a New York, testimonia un clima di fiducia e di crescente interesse ad esplorare le opportunita’ di investimento offerte dall’Italia.

Il Desk Investimenti dell’ICE di New York –insieme al Desk dell’ICE di Los Angeles – e’ impegnato ormai da diversi anni nella attivita’ legata all’attrazione di capitali ed investimenti USA in Italia. Come in questo caso, il Desk ha realizzato in passato numerosi eventi volti a presentare la location Italia quale sede di attivita’ d’affari ad un pubblico di importanti operatori statunitensi ed in diversi settori di attivita’.

Recentemente, poi, grazie all’accordo con Sviluppo Italia, il Desk e’ parte attiva nel progetto InvestInItaly che consiste in un articolato programma di azioni che hanno l’obiettivo di dare una nuova e positiva immagine dell’Italia all’estero cosi’ come di garantire per il potenziale investitore un “referente unico” che possa assisterlo e guidarlo in Italia nelle fasi complesse del processo legato ad un investimento produttivo. Dal 2004 ad oggi sono state realizzate azioni di comunicazione sulla stampa, seminari volti a presentare specifiche opportunita’ in settori target quali le biotecnologie e l’ICT, e cosi’ via. Sforzi che stanno dando i loro frutti con investimenti realizzati in Italia grazie appunto all’attivita’ posta in essere dai Desk USA e da Sviluppo Italia per oltre 60 milioni di Euro e che garantiranno la creazione di circa 300 posti di lavoro.