EMILIO FEDE E I FISCHI COMUNISTI

30 Aprile 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Roma, 30 aprile – “Non potevo aspettarmi applausi in una sala dove c’erano comunisti autentici”. Lo ha detto Emilio Fede in un’intervista al Giornale, commentando così la sua presenza al Congresso del Pdci che si è tenuto a Rimini ieri, e la bufera di fischi e insulti che ha accolto il suo arrivo. Il giornalista di Rete 4 minimizza l’accaduto: “Tutte esagerazioni, molti hanno voluto farsi anche la foto ricordo con me”, e continua ironizzando: “Hanno fatto bene a chiamarmi buffone, sennò che comunisti sarebbero?”. Emilio Fede è stato invitato al congresso da Oliviero Diliberto, segretario dei Comunisti Italiani: “Tra noi c’è un antico rapporto – rivela il giornalista – gli ho portato fortuna quando al Tg4, per sbaglio, lo ho chiamato onorevole. Lo sarebbe diventato di lì a poco”. Fede tiene a sottolineare che la sua presenza a Rimini non è stata dettata ipocrisia: “Non è buonismo, è questione di saper vivere e fare il proprio mestiere. In fondo non era mica il Congresso delle brigate rosse”.