ELEZIONI USA: UN PUNTO A GORE DA CORTE SUPREMA

17 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

La Corte suprema della Florida ha deciso che la verifica manuale delle schede deve continuare in almeno due contee.

I giudici hanno cosi’ sconfesato l’ordinanza del segretatio di stato della Florida, Katherine Harris, che aveva giudicato la conta a mano dei voti “illegale”.

“Siamo evidentemente molto soddisfatti”, ha dichiarato William Daley, responsabile della campagna elettorale di Al Gore.

I democratici sono infatti convinti che un controllo diretto delle schede da parte degli scrutatori, possa cancellare il vantaggio del candidato repubblicano George W. Bush, che secondo i dati provvisori ammonta a 300 preferenze.

La decisione della Corte suprema della Florida e’ inappellabile, ma gli avvocati di Bush hanno trovato il modo di aggirere l’ostacolo rivolgendosi alla Corte federale di appello perche’ pronunci la conta manuale dei voti incostituzionale. La sentenza e’ attesa fra oggi e domani.

David Boies, il cavallo di razza nella scuderia legale di Gore, l’uomo che ha fatto vincere in primo grado il dipartimento di Giustizia Usa contro Microsoft, ha ancora un asso da giocare.

Boies, sulla base delle dichiarazioni di oltre 5.000 elettori intenzionati a votare Gore, ma convinti di essere caduti in errore e di aver dato la propria preferenza all’ultraconservatore Pat Buchanan, potrebbe chiedere l’annullamento del voto e far richiamare i cittadini di palm Beach alle urne.

Per una copertura completa vedi ELEZIONI USA:
SPECIALE WALL STREET ITALIA