ELEZIONI USA: LE SOCIETA’ CHE HANNO GIA’ VINTO

20 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Il fiasco elettorale in Florida ha evidenziato i problemi legati alle schede perforate e ai vecchi lettori ottici e le societa’ che producono apparecchi per il voto elettronico prevedono per il prossimo anno ordini alle stelle.

Uno dei settori di nicchia in America – con un mercato annuo di soli $150-$200 milioni – e’ stato portato alla ribalta dai ripetuti conteggi delle schede elettorali in Florida e potrebbe essere il vero vincitore delle elezioni presidenziali.

Le macchine elettorali vengono sostituite solo in caso di malfunzionamento e, secondo dati forniti dalla Federal Election Commission, solo il 9% dei votanti ha utilizzato i nuovi sistemi elettronici nelle elezioni del 1998. Il resto dell’elettorato ha affidato le proprie scelte alle schede cartacee – compreso il sistema a fori al centro del dibattito in Florida – o ai sistemi a leva manuale.

Il prossimo anno promette pero’ grossi cambiamenti per societa’ quali Fidlar Doubleday , Sequoia Pacific, MicroVote e Microtouch Systems (MTSI). Di solito l’anno successivo alle presidenziali e’ un periodo di calma elettorale e le giurisdizioni si dedicano all’ammodernamento delle macchine per il voto.

Quest’anno, poi, le controversie sorte in merito al tipo di scheda e sistema elettorale utilizzato dai vari stati dovrebbe stimolare la vendita dei nuovi stumenti.

Sequoia, divisione di Jefferson Smurfit Group (JS) che ha introdotto un sistema di votazione ‘touchscreen’ e produce apparecchi che registrano e tabulano i voti simultaneamente, ha istallato nella contea californiana di Riverside circa 4200 apparecchi ad un costo di $14,7 milioni.

Poiche’ le amministrazioni locali hanno difficolta’ a stanziare fondi per l’ammodernamento tecnologico a scapito di problematiche piu’ pressanti, al tasso corrente di spesa occorrerebbero 120 anni e un costo stimato in $1,5-$3 miliardi per fornire le nuove macchine elettorali all’intero Paese.

Andrew Wynham di Sequoia Pacific Voting Equipment ha pero’ calcolato che se gli Stati Uniti spendessero 99 centesimi all’anno per ogni elettore per migliorare il sistema, entro 15 anni ogni localita’ avrebbe le macchine ‘touchscreen’.

Il metodo ‘touchscreen’, simile agli sportelli bancomat – con cui e’ sufficiente toccare uno schermo per segnalare le proprie preferenze – “e’ piu’ intuitivo delle schede cartacee” ha sottolineato Timothy Holt di MicroTouch – societa’ che sta per essere acquistata da Minnesota Mining & Manufacturing (MMM) per $160 milioni- ma Paul Nolte non e’ d’accordo.

Il presidente di Election Resources Corp. – la societa’ che produce le schede perforate utilizzate in Florida per le elezioni presidenziali – sostiene che “il sistema e’ accurato quasi al 100%”, ma ammette che la societa’ potrebbe registrare nei prossimi due anni un calo degli affari.

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