ELEZIONI USA: LA GUERRA DEI GIUDICI

11 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Lo scontro fra George W. Bush e Al Gore si sposta oggi alle 11 (ora locale) nell’aula della massima istanza di giustizia degli Stati Uniti. La Corte suprema federale sabato pomeriggio ha ordinato la sospensione dello spoglio in Florida, annullando la sentenza della Corte suprema statale.

Gli avvocati dei contendenti alla Casa Bianca parleranno per 45 minuti ciascuno, o meglio, come le udienze precedenti hanno insegnato, dovranno rispondere a una raffica di domande e obiezioni da parte degli alti giudici, che hanno gia’ letto le memorie delle parti.

Questo dovrebbe essere l’inizio dell’ultimo capitolo di una vicenda che dal 7 novembre scorso ha diviso l’opinione pubblica, i commentatori e ora anche i vertici della magistratura.

La Corte suprema federale e’ entata in rotta di collisione con la Corte suprema della Florida. Sia i giudici di Tallahassee che quelli di Washington si sono spaccati a meta’ al loro interno: le dicisioni sono state infatti prese a maggioranza, e agli atti sono state allegate le conclusioni dei giudici dissenzienti.

Un sondaggio condotto dal network televisivo Cnn in collaborazione con l’istituto Gallup indica che la maggioranza degli americani e’ convinta che l’orientamento politico dei giudici incida nelle decisioni.

In Florida ben 6 membri della Corte sono democratici e uno indipendente; a Washigton tra i giudici prevalgono in modo schiacciante i repubblicani, molti dei quali nominati all’epoca delle presidenza Reagan.

Lo stesso sondaggio indica pero’ che il 72% degli intervistati e’ convinto che alla fine la decisione “sara’ equa”.

Bush durante il fine settimana ha strappato con procedura d’urgenza ai giudici un provvedimento di sospensione temporanea dello spoglio manuale di circa 40.000 schede considerate nulle o bianche dagli ormai famigerati lettori ottici.

In aula il suo avvocato, Theodore Olson, chiedera’ che la sentenza della Corte suprema della Florida sia annullata per vizi di costituzionalita’ e di violazione delle leggi federali in materia elettorale.

Per Gore scendera’ in campo la stella piu’ luminosa del firmamento legale americano: David Boies, che aveva convinto venerdi’ scorso la Corte suprema della Florida a ordinare lo spoglio manuale delle schede, e’ stato sostituito all’ultimo momento a Laurence Tribe, il docente di diritto costituzionale a Harvard, che sinora ha rappresentato i democratici presso la Corte suprema federale.

Boies dovra’ convincere i giudici a cancellare immediatamente l’ordinanza di sospensione e soprattutto a ritenere la vicenda di esclusiva competenza dello Stato della Florida. La richiesta in buona sostanza e’ quella di farsi da parte, ma non prima di aver concesso una proroga rispetto alla scadenza del 12 dicembre per la presentazione dei dati finali certificati.

Senza questo provvedimento, un’eventuale vittoria di Gore sarebbe inutile: il vice-presidente non avrebbe perso, ma sarebbe andato fuori tempo massimo.

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