ELEZIONI USA: L’ARMA SEGRETA DI AL GORE

6 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

E’ iniziata in un’aula del tribunale di primo grado di Seminole in Florida un’udienza che potrebbe essere decisiva per il candidato democratico. Il giudice potrebbe ordinare l’annullamento di migliaia di voti per Bush.

A invocare l’intervento della giustizia questa volta non e’ stata la corazzata di legali e consiglieri di Al Gore, ma un elettore della contea di Seminole, Harry Jacobs, di professione avvocato, che ha deciso di dare una mano al candidato democratico.

Jacobs ha scoperto che lo scorso autunno il responsabile elettorale del partito repubblicano, Michael Leach, accortosi che molte richieste di ammissione al voto degli elettori di Seminole residenti all’estero contenevano dati incompleti, armato del proprio computer portatile e di tanta pazienza, si era dato la briga di completare i moduli perche’ fossero validi.

Un’azione del tutto illegale – secondo Jacobs – che, dopo essersi consultato con alcuni colleghi avvocati, ha deciso di partire all’attacco e di chiedere l’annullamento di circa 15.000 voti, la stragrande maggioranza dei quali indicano come preferenza George W. Bush.

Un caso analogo e’ stato scoperto nella contea di Martin, e sara’ discusso oggi in un separato giudizio.

Nell’aula del giudice Nikki Clark della contea di Seminole non ha fatto comparsa nessuno dei principi del foro che stanno lavorando per il partito democratico e dalla squadra di Gore si ostenta olimpica indifferenza.

La mancanza d’interesse, a parere degli osservatori, e’ pero’ solanto apparente e dettata da un fondamentale imbarazzo: la linea d’attacco del partito democratico nei tribunali di ogni ordine e grado e’ andata esattamente nella direzione opposta: ogni voto deve essere contato.

La tesi portante dell’azione dei democratici e’ che non e’ possibile dichiarare il vincitore delle presidenziali sino a quando non sara’ accertata la volonta’ di ogni elettore.

Non una questione personale, assicura Gore, ma un baluardo a difesa della democrazia e della credibilita’ degli Stati Uniti d’America.

L’impresa che domani David Boies, l’avvocato superstar di Gore, si trova ad affrontare davanti alla Corte suprema della Florida e’ tuttavia immane. Boies dovra’ infatti convincere i giudici che la sentenza di primo grado, quella pronunciata dal burbero Sanders Sauls, e’ viziata. E sin qui sara’ un gioco da ragazzi, assicurano gli esperti di diritto che hanno ripassato al microscopio il dispositivo.

Il problema, di una complessita’ senza precedenti, sara’ convincere gli alti giudici ad adottare rimedi che possano correggere la situazione.

La Corte suprema della Florida dovrebbe infatti – dopo aver deciso l’annullamento del giudizio di primo grado – nell’ordine:

-ordinare il conteggio manuale delle schede scartate dai lettori ottici,

-stabilire i criteri per l’interpretazione della volonta’ degli elettori,
-nominare il personale incaricato di eseguire lo spoglio,
-decretare l’inizio e i tempi di svolgimento delle operazioni,
-ingiungere al segretario di Stato, Katherine Harris, di certificare il risultato.

Questo assicurandosi che tutto avvenga prima del 12 dicembre, termine ultimo imposto dalle leggi federali Usa.

Alcuni giuristi storcono il naso e sostengono che un dispositivo del genere, piu’ che a una sentenza della Corte suprema, somiglierebbe a un decreto da direttorio. E’ improbabile infatti che gli i sei alti giudici vogliano investirsi di una responsabilita’ amministrativa di questa portata, soprattutto alla luce del carattere squisitamente politico del contenzioso.

“E’ pazzesco – si lascia andare un membro della squadra democratica in Florida – tutto questo casino per raschiare si’ e no un migliaio di voti”.

Il vantaggio del candidato repubblicano, George W. Bush, a seconda della certificazione che si voglia prendere in considerazione, e’ infatti di 537 o 930 voti.

Neppure gli esperti di statistica sono riusciti sinora a dimostrare che contando le schede scartate nelle contee di Palm Beach e Miami-Dade dai lettori ottici, macchine appartenenti alla preistoria industriale, Gore possa essere sicuro di capovolgere il risultato. Lo stesso vice presidente uscente ha valutato le possibilita’ 50 e 50.

Questa mattina nell’aula di Seminole, se l’istanza di Harry Jacobs, lo sconosciuto avvocato di provincia, dovesse essere accolta, migliaia di voti per Bush sarebbero cancellati come per incanto, e Gore per la prima volta dall’inizio di queste tormentate elezioni potrebbe dichiarare il sorpasso.

I democratici dovrebbero mettere in conto una raffica di ricorsi in appello da parte dei repubblicani, ma questa volta si tratterebbe di difendere le posizioni e non di spostare le montagne, come Boies sta cercando di fare con la Corte suprema.

Il dibattimento, cui presiede il giudice Clark, una donna afro-americana, e’ destinato a procedere con ritmi serrati, prima che i giochi rischino di chiudersi in un’istanza superiore.

Domani mattina alle 10 entrano in aula a Talahassee i giudici della Corte suprema della Florida e le parti che si fronteggiano nell’aula di giustizia di Seminole non vogliono perdere l’ultima possibilita’ di appello.

Clark e’ consapevole che la sua sentenza sara’ comunque impugnata e vuole farla arrivare per tempo all’Alta corte; agli avvocati ha ordinato di pronunciare le conclusioni finali domani pomeriggio alle 13, quindi si ritirera’ per deliberare.

Per una copertura completa vedi ELEZIONI USA:
SPECIALE WALL STREET ITALIA

e in particolare Elezioni Usa: giovedi’ il giorno del giudizio e Elezioni Usa: tutti i giudici dell’Alta Corte