ELEZIONI USA: INIZIATE LE ARRINGHE DEGLI AVVOCATI

20 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Si e’ aperta a Tallahassee l’udienza innanzi alla Corte suprema della Florida. Davanti ai giudici i legali del candidato democratico, Al Gore, di quello repubblicano, George W. Bush, e del segretario di Stato della Florida, Katherine Harris.

Le parti hanno gia depositato ieri le proprie argomentazioni per iscritto, ora i principi del foro prendono la parola.

Il quesito centrale cui la Corte suprema della Florida deve dare risposta e’ se il risultato della verifica manuale delle schede, tuttora in corso in tre contee (Palm Beach, Miami-Dade e Broward), debba essere incluso nei risultati finali.

I repubblicani si oppongono, sostenendo che il conteggio automatico e’ per sua intrinseca natura imparziale, mentre i democratici ritengono che solo la verifica manuale possa determinare con piu’ accuratezza le intenzioni di voto degli elettori.

I risultati provvisori, che un ordine della stessa Corte suprema ha impedito al segretario di stato della Florida di certificare, indicano un vantaggio di 930 preferenze per George W. Bush.

La squadra di Al Gore e’ convinta che la verifica manuale in tre contee chiave, oggetto di molte contestazioni anche da parte degli elettori sulla chiarezza delle schede, possa ribaltare questo risultato.

Il presidente della Corte, Charle T. Wells, ha aperto l’udienza dichiarandola di “vitale importanza per la nazione, lo stato e il mondo intero”.

Per Al Gore ha preso la parola David Boies, l’avvocato che ha sconfitto Microsoft in primo grado. Boies, del foro di New York, ha giocato di fioretto, sulle interpretazioni dei codici e sulle disquisizioni da accademia, sostenendo che i termini di legge per la certificazione delle schede, invovati dal segretario di stato Harris, non sono affatto vincolanti.

Joseph Klock e’ intervenuto per rappresentare il segretario di stato della Florida che ha voluto presentarsi davanti alla Corte suprema con una posizione, essenzialmente dal punto di vista procedurale, distinta da quella del partito repubblicano, nonostante sia stata copresidente della campagna elettorale di Bush in Florida.

Le argomentazioni di Klock, a difesa dell’operato del segretario di stato della Florida, sono state oggetto di serrate contestazioni in fatto e in diritto dagli alti giudici.

Gli osservatori giudicano infelice da parte del legale ricordare alla Corte suprema che, se non fosse intervenuta annullando una sentenza di primo grado, la Florida avrebbe gia’ proclamato un vincitore.

Si e’ fatto cosi’ piu’ difficile il compito di Michael Carvin, legale della squadra di Bush. Il suo intervento, costruito a sostegno delle argomentazioni di Klock, e’ stato piu’ volte interrotto da obiezioni e richieste di approfondimento da parte dei giudici.

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