ELEZIONI USA: FARMACEUTICI SCELGONO BUSH

9 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

I risultati delle elezioni presidenziali americane non sono ancora ufficali, ma il settore farmaceutico ha gia’ reagito alla prospettiva di un governo repubblicano. E ha reagito bene.

Mentre l’indice S&P 500 e’ sceso mercoledi’ dell’1,6%, quello S&P 500 Drug ha guadagnato il 2,3% con Merck (MRK) in ripresa del 4,5%, Eli Lilly (LLY) in aumento del 3,7% e Pharmacia (PHA) in crescita del 3,4%.

I titoli di societa’ a alta capitalizzazione sono ora trattati a 29 volte gli utili previsti per il 2001: la performance futura dipende ora dal nuovo presidente.

Gli analisti concordano che la vittoria di George W. Bush sarebbe positiva per il settore, e alcuni pensano che i repubblicani alla Casa Bianca potrebbero far salire i titoli farmaceutici del 20%-30%, ma nessuno si aspetta una vendita in massa se la presidenza andasse a Al Gore.

Il governo si troverebbe infatti diviso tra i due partiti e quindi le piu’ sostanziali riforme sanitarie auspicate dai democratici avrebbero grosse difficolta’ a venire approvate.

In particolare, il piano di Al Gore che prevede l’acquisto, da parte del governo, di medicinali destinati agli anziani con il conseguente controllo dei prezzi – una proposta da $250 miliardi – non ha mai avuto il favore delle case farmaceutiche e del mercato. Il controllo dei prezzi, infatti, scoraggerebbe gli investimenti nello sviluppo e nella ricerca e ridurrebbe i profitti.

L’industria vede con maggior interesse la proposta di Bush che chiede l’intervento privato piuttosto che quello pubblico. I repubblicani preferirebbero sussidi governativi alle compagnie di assicurazioni per la copertura di medicinali agli anziani.

Con un governo disunito, i due partiti giungerebbero a un compromesso, mettendo in atto una modesta riforma sanitaria, probabilmente sul modello del piano repubblicano.

La maggior parte degli analisti e’ comunque convinta che un qualche tipo di riforma e’ inevitabile e che il settore ne beneficera’, indipendentemente da chi verra’ eletto presidente.

L’andamento futuro dei titoli farmaceutici sara’ infatti determinato dallo stato dell’economia e dall’andamento del Nasdaq; le previsioni di crescita degli utili del settore rimangono stabili attorno al 15% – la domanda di medicinali non risente infatti delle recessioni – e la turbolenza del settore tecnologico sposta l’interesse degli investitori su industrie piu’ sicure, quale quella farmaceutica.

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