ELEZIONI USA: DOPO IL GRAN RIFIUTO, I GIUDICI

16 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

I repubblicani hanno scelto la linea dura: George W. Bush rifiuta di incontrare Al Gore, il segretario di Stato della Florida, Katerine Harris non accetta i voti contati a mano. Fallito ogni tentativo di mediazione, la parola passa alla magistratura. Di ogni ordine e grado.

Oggi ad Atlanta dodici giudici della corte di appello federale ascolteranno le ragioni dei repubblicani, che chiedono di bloccare – in quanto incostituzionale – ogni verifica manuale delle schede.

Un giudice federale di Miami aveva rigettato la richiesta lunedi’, ma i legali di Bush – in testa per 300 preferenze – non demordono, sostenendo che chiudere la faccenda il piu’ presto possibile “e’ chiaramente a favore del pubblico interesse”.

La squadra di Al Gore invece punta tutte le sue arti sul completamento della verifica manuale delle schede nelle contee dove e’ stato avviato: Palm Beach, Broward e Miami-Dade. Gli avvocati hanno pronto il ricorso alla Corte suprema della Florida contro la decisione di Harris di non prendere in considerazione i voti contati a mano e premono perche’ la Corte avochi a se’ l’intero contenzioso elettorale.

Tra oggi e domani dovrebbero essere discusse pure le istanze presentate da singoli elettori e associazioni di cittadini per l’annullamneto del voto nella contea di Palm Beach, quella con le schede a trabocchetto, e una nuova chiamata alle urne.

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