ELEZIONI USA: C’E’ CHI SPERA NEL RITIRO DI GORE

11 Novembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Gli Stati Uniti, il giorno dopo la pesante chiusura dei mercati, chiedono al candidato democratico Al Gore di arrendersi e ammettere la vittoria del rivale repubblicano George W. Bush.

Ma l’attuale vicepresidente non si arrende e sta ingaggiando una vera e propria battaglia a colpi di nuovi scrutini.

Dopo il nuovo conteggio di ieri in Florida Bush avrebbe ancora un vantaggio di 960 voti, molti meno, 327, secondo l’Associated Press.

Ma oggi in altre tre contee ci sara’ un terzo scrutinio, questa volta manuale.
Per bloccarlo i repubblicani hanno annunciato poco fa un ricorso. Il rappresentante di George W. Bush in Florida, l’ex segretario di Stato James Baker, è infatti stato autorizzato una ingiunzione alla magistratura.

Decisivi saranno dunque i voti di almeno 2300 elettori che hanno espresso la loro scelta per posta: si tratta dei militari all’estero e degli ebrei americani in Israele.

Per esaminare questi voti però si dovrà aspettare fino al prossimo venerdì 17.

Tempi troppo lunghi per un paese che rischia non tanto un vuoto di potere -Clinton rimane in carica fino al 20 gennaio- quanto una crisi costituzionale che si sta ripercuotendo sull’economia e in particolare sulla borsa.

Per questa ragione da molte parti si invita Al Gore ad ammettere la sconfitta e rendere stabile il paese. Non si sa se una decisione in tal senso venga considerata dal candidato democratico una scelta di debolezza o di forza giustificata dal fatto che il paese ha bisogno di stabilità.

Se infatti Gore non cede la situazione potrebbe complicarsi. Nel New Mexico un nuovo conteggio gli ha tolto la vittoria e Bush minaccia di chiedere la verifica del voto in altri tre Stati.

Non solo. Alcuni osservatori temono che se anche Bush vincesse i 25 voti dei grandi elettori in Florida – ottenendo quindi la nomina – quando il 18 dicembre questi proclameranno ufficialmente il nuovo Presidente degli Stati Uniti potrebbe esserci qualche sorpresa da parte di eventuali franchi tiratori.

Per il momento forte dei 200.000 voti popolari in piu’ ottenuti sul territorio nazionale, Gore tace e aspetta il risultato della Florida: l’unico che può dargli o togliergli la vittoria.

Mentre il Governatore del Texas George W. Bush è tornato per il week end nel suo ranch del Texas e già pensa alla formazione del suo Governo.

Per una copertura completa vedi ELEZIONI USA:
SPECIALE WALL STREET ITALIA