ELEZIONI USA: ATTESE DUE SENTENZE CHIAVE

4 Dicembre 2000, di Redazione Wall Street Italia

Ore di tensione drammatica fra le fila democratiche e repubblicane: si aspetta in giornata il verdetto dei giudici della Corte suprema federale e del tribunale della Florida sulla verifica manuale delle schede contestate.

Il giudice Sanders Sauls ha presieduto durante tutto il fine settimana un’udienza ricca di colpi di scena e momenti drammatici: il testimone chiave dei repubblicani ha dichiarato al termine del controinterrogatorio che una verifica manuale dei voti e’ “altamente raccomandabile”.

E’ accaduto che John Ahmann, l’esperto citato dal team legale di George W. Bush a difesa dell’affidabilita’ del sistema di voto utilizzato nelle contee di Miami-Dade e Palm Beach, sia caduto in palese contraddizione di fronte a un documento bomba.

Gli avvocati di Al Gore hanno scovato ed esibito in aula una richiesta di brevetto, presentata vent’anni orsono da Ahmann, per modifche del sistema Votomatic tese a prevenire gli inconvenienti che hanno determinato lo strascico elettorale in Florida.

La richiesta di Ahmann era accompagnata da una minuziosa descrizione dei problemi tecnici che avrebbero potuto impedire all’elettore di perforare correttamente le schede.

Lo stesso giudice ha definito l’episodio “la classica situazione alla Perry Mason”, quando le sorti vengono ribaltate dalla comparsa in aula della zelante segretaria con le prove in grado di scagionare l’imputato e far trionfare la verita’.

Il tribunale delle Florida ha fissato per oggi la sentenza sul merito dell’impugnazione del risultato elettorale in alcune contee da parte dei democratici. In pratica dovra’ stabilire se una verifica manuale di circa 14.000 voti debba essere immediatamente avviata.

A rubare i riflettori a Tallahassee, il pronunciamento della Corte suprema degli Stati Uniti. I legali di Bush hanno chiesto al massimo organo giudiziario di cancellare, per vizio di anticostituzionalita’, la sentenza con cui la Corte suprema della Florida ha impedito in prima istanza la certificazione dei voti da parte del segretario di stato Katherine Harris.

Si tratta di una caso senza precedenti: e’ infatti la prima volta nella storia che la Corte suprema degli Stati Uniti si trova a esaminare l’esito di un’elezione presidenziale.

Tra gli osservatori, gli esperti di diritto fanno notare che non puo’ darsi affatto per scontato che i nove alti giudici vogliano pronunciarsi nel merito.

La Corte suprema federale potrebbe infatti dichiararsi incompetente su una materia che riguarda squisitamente la legge elettorale della Florida e su cui si e’ gia’ pronunciata la Corte suprema di quello stato.

Tesi per altro sostenuta dai legali dei democratici.

Al Gore ha dichiarato che se i due giudizi di oggi dovessero essergli sfavorevoli, accettera’ la sconfitta e salutera’ George W. Bush come suo presidente.

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