EL DORADO

19 Marzo 2009, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Si è aperto il 16 marzo a Istanbul il V Forum mondiale sull’acqua. Il Forum, organizzato ogni tre anni dal World Water Council ( il Consiglio mondiale dell’acqua) , è un “think-thank privato” a cui prendono parte oltre 3000 organizzazioni mondiali, diverse multinazionali, ministri, parlamentari e Capi di Stato. L’interesse suscitato dal trend business anche nel mondo dei prodotti di investimento risale al precedente Forum, svoltosi a Città del Messico dal 16 al 22 marzo 2006; proprio in quei mesi Abn Amro e Societè Gènèrale proposero infatti sul mercato italiano i primi certificati di investimento legati all’oro blu. In particolare si trattava di certificati costruiti su un indice costituito da titoli azionari di società impegnate nella realizzazione di impianti idrici, nella costruzione e manutenzione delle infrastrutture, o in qualsiasi altro settore legato alla produzione, estrazione,trattamento, fino a giungere all’imbottigliamento e alla distribuzione dell’acqua. Trattandosi di indici tematici composti da azioni che vivono in ogni caso degli umori e della fiducia del contesto generale non ci si poteva certo attendere una tenuta al termine di un periodo da tregenda.

Se l’oro blu ha fatto un buco nell’acqua , l’oro, quello vero, sta invece vivendo proprio nelle ultime settimane il suo momento di massimo splendore. Il record toccato a 1006,29 dollari il 20 febbraio fa dell’oro sempre più il bene rifugio per eccellenza. Negli ultimi cinque anni il prezzo di un’oncia troy è passato da 376 ad oltre 1000 dollari anche se va detto che aggiustando le quotazioni sulla base del tasso di inflazione si è ancora molto lontani dal picco dei primi anni ottanta. Osservando la quotazione dell’oro aggiustata per l’inflazione nel periodo 1978 – 1981, il 21 gennaio del 1980 la quotazione toccò un picco di 1119,90 dollari, mentre ad oggi il prezzo dell’oro ” adjusted” è di 451,60 dollari.

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Il testa coda dell’ultimo anno è evidente confrontando l’indice del settore idrico elaborato da Bloomberg e il prezzo spot dell’oro. Dal 17 gennaio 2008, ovvero poco prima dell’inizio della grande crisi dei mercati finanziari, il Bloomberg Europe Water Index, costituito da 8 membri europei del calibro di Veolia, Suez, Sociedad General de Aguas de Barcelona, Severn Trent, Suez Environement, United Utilities, Pennon Group e Northumbrian Water Group, è in calo del 51,76%; l’oro invece, valorizzato in euro per rendere il confronto omogeneo , segna un progresso del 18,26%. L’attenzione che gravita attorno al metallo più prezioso è testimoniata da un incremento delle emissioni di prodotti di investimento legati all’oro. Nel corso di questo mese, due delle emittenti più attive del segmento dei certificati, ovvero Bnp Paribas e Banca Imi hanno promosso il collocamento di due Equity Protection Cap per investire sul metallo più prezioso con l’opzione di protezione totale del capitale a scadenza.

Per quanto concerne i prodotti già emessi e quotati da tempo, sul mercato SeDeX di Borsa Italiana sono presenti quattro differenti certificati Benchmark per replicare linearmente, cioè senza alcun effetto leva o protezione del capitale, l’andamento dell’oro. Il funzionamento di questi certificati è del tutto semplice: replicano in qualsiasi momento l’andamento del prezzo spot dell’oro pubblicato in dollari dal London Bullion Market Association, ovvero il prezzo di un’oncia troy di oro comunicato dai cinque membri dell’associazione ( Barclays Capital, Scotia Mocatta, Deutsche Bank, Societè Gènèrale e HSBC Investment Banking Group). Nel dettaglio i certificati Benchmark disponibili sul mercato sono un Benchmark targato Societè Gènèrale con scadenza 17 giugno 2009 e un Certificate quotato da Abn Amro RBS con scadenza 18 giugno 2010. Questi due certificati va specificato che espongono al rischio cambio euro / dollaro. Sono invece caratterizzati dallo stile Quanto, ossia rendono la replica del prezzo dell’oro senza considerare l’effetto cambio, un Quanto Certificate emesso da UniCredit con scadenza 18 dicembre 2009 e un Commodity Certificate firmato Abn Amro RBS con scadenza 1 aprile 2010. Nell’ultimo anno l’incidenza del rapporto di cambio sulle performance dei diversi Benchmark è stata determinante. Mettendo a confronto le performance ad un anno del prezzo spot dell’oro quotato in dollari americani, del Quanto Certificate di Abn Amro RBS e del medesimo Benchmark dell’emittente del gruppo RBS esposto al rischio cambio, la percentuale di apprezzamento riportata da quest’ultimo prodotto è stata di gran lunga superiore alle altre due ( 20,86% contro un 6,69%). In questo arco temporale, quindi, puntare sul certificato Quanto non avrebbe premiato.

Hanno invece fatto un vero buco nell’acqua fino ad ora i certificati legati all’oro blu. La prima emissione, come già evidenziato, è stata ad opera di Abn Amro RBS poco prima dell’estate 2006. Il certificato, un classico Benchmark che ha esordito sul mercato italiano il 25 maggio 2006 ad un prezzo di emissione di 100 euro e che in occasione della prima edizione degli Italian Certificate Awards si è aggiudicato il premio come ” certificato dell’anno”, agisce sull’indice S&P Custom/Abn Amro Total Return Water Stocks, ossia un paniere ideato dalla stessa banca ma sponsorizzato e calcolato dalla Standard & Poor’s composto da 10 aziende scelte e selezionate tra quelle maggiormente impegnate nel settore idrico. Dalla data di quotazione al Sedex il Theme Certificate, cioè il benchmark tematico, ha vissuto una prima fase molto positiva che ha spinto le quotazioni fino ad un massimo di 137 euro alla data del 31 maggio 2007. Successivamente, con l’inizio della turbolenza sul fronte azionario, si è assistito ad un andamento costantemente correttivo con un’accelerazione ribassista , tuttora in atto, che ha portato al minimo storico toccato a 61,47 euro il giorno 9 marzo. Va peraltro rilevato che l’incidenza del tasso di cambio nel periodo intercorso tra i massimi e i minimi storici è stata pressoché nulla dal momento che al 31 maggio 2007 il cross euro / dollaro era ad un livello di 1,34.

In conclusione, chi avesse acquistato il certificato nei primi giorni di quotazione sul Sedex si troverebbe ad oggi con una perdita di circa il 35% mentre dai massimi il calo sarebbe pari al 53%. A distanza di due mesi dal lancio di Abn Amro , nel 2006 una nuova proposta per cavalcare il trend business dell’acqua è arrivata sul mercato italiano. Protagonista dell’emissione è la francese Societè Gènèrale con un Benchmark agganciato all’indice Wowax. Il certificato viene emesso il 31 agosto 2006 ad un prezzo di 187,941 euro e a distanza di due anni e mezzo la performance è negativa per circa 35 punti percentuali. Il certificato, proposto con scadenza 31 agosto 2011, è agganciato al World Water TR Index, un indice nato dalla collaborazione tra la stessa banca francese, l’Index Provider Dow Jones Indexes e la società di gestione SAM Group ( specialista nei cosiddetti investimenti sostenibili).

Sul medesimo indice, sebbene nella versione Price Index, la stessa emittente ha successivamente emesso e quotato in Borsa Italiana una serie di sei certificati Protection per investire senza rischi sul settore idrico. I certificati, proposti tutti con scadenze al 2012, hanno permesso di limitare parzialmente gli effetti negativi del crollo dei titoli azionari inclusi nell’indice. In particolare i sei Protection Acqua sono negoziabili con un importo minimo inferiore ai 100 euro e consentono a scadenza di limitare i rischi di perdita al 90% del capitale iniziale ( 100 euro) e di partecipare, per una percentuale del 90% ( le prime emissioni di aprile e maggio 2007 prevedevano una partecipazione del 95%) , all’eventuale crescita dell’indice sottostante. Da apprezzare il fatto che questi certificati, a differenza di quanto avviene per il Benchmark, non espongono il risultato al rischio cambio pur essendo l’indice sottostante espresso in dollari.

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