Egitto: continuano le manifestazioni anti-Mubarak

8 Febbraio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Migliaia di persone sono ancora presenti questa mattina a piazza Tahrir, al Cairo, per chiedere le dimissioni del presidente egiziano Hosni Mubarak, nel quindicesimo giorno del movimento di protesta del Paese africano.
Lo hanno constatato i giornalisti inviati sul posto.

I manifestanti hanno dormito sotto alcuni tende o avvolti in coperte, con numerosi di loro che si sono accampati ai piedi dei tank dell’esercito dispiegati su vari accessi alla piazza.

Il movimento di protesta è cominciato il 25 gennaio scorso con manifestazioni in tutto il Paese. L’occupazione di piazza Tahrir, diventata il simbolo della rivolta anti-Mubarak, ha preso il via alcuni giorni dopo.

Il presidente Hosni Mubarak ha chiesto la formazione di una commissione di inchiesta sulle violenze di mercoledì scorso sulla piazza, dove scontri mortali hanno contrapposto sostenitori e avversari del regime.

Arriva intanto un duro colpo per Hosni Mubarak. Il presidente egiziano, che deve fronteggiare un’ondata di protesta senza precedenti nei confronti del suo trentennale regime, ha perso il sostegno del quotidiano ‘al Ahram’. Lo riporta il Daily Telegraph.

Si tratta del secondo giornale più antico del Paese, controllato dallo stato, una delle più conosciute pubblicazioni di tutto il Medio Oriente, che ha deciso di abbandonare la sua storica posizione di acritica accondiscendenza verso il regime.

In prima pagina, il direttore del quotidiano Osama Saraya ha elogiato la “nobiltà” di quella che ha descritto come una rivoluzione e ha chiesto al governo di promuovere modifiche costituzionali e legislative.

Infine, Wikileaks rivela che Omar Suleiman piace ad Israele. Il vice presidente dell’Egitto era il candidato preferito di Israele alla successione di Hosni Mubarak già nel 2008 e i leader dello stato ebraico parlavano con lui quotidianamente attraverso grazie a una “hotline” segreta con il Cairo. Lo scrive oggi il quotidiano britannico Daily Telegraph, citando documenti segreti ottenuti da Wikileaks.