Effetto Moody’s sull’euro, investitori cercano rifugio nel franco svizzero

6 Luglio 2011, di Redazione Wall Street Italia

Legnano – Giornata tranquilla quella che abbiamo vissuto ieri sui mercati, con borse miste, commodities a rialzo (oro, argento e petrolio) e valutario che è rimasto in trading range fino a ieri sera, quando l’agenzia di rating Moody’s ha tagliato il rating del Portogallo, trasmettendo al mercato il messaggio che non soltanto la Grecia è a rischio, ma i problemi riguardano potenzialmente anche altri Paesi. Il fatto che sia stato comunicato questo downgrade, motivato dal fatto che sarà difficilissimo riuscire a tagliare le spese, aumentare le tasse, sostenere la crescita economica e il sistema bancario.

Questo ha palesato i propri effetti sul mercato facendoci vedere un euro più basso soprattutto contro il franco svizzero, che come sapete viene da noi utilizzato come benchmark di valutazione del sentiment di mercato sulla moneta unica, durante queste particolari fasi storiche.

Il franco svizzero è salito anche contro il dollaro americano, seguendo il movimento del cugino europeo, facendoci capire che è in atto una debole fase di avversione al rischio, dovuta proprio al nervosismo che è stato trasmesso ai detentori di posizioni lunghe di euro, che hanno venduto le proprie posizioni rifugiandosi nella moneta rifugio elvetica.

Questo processo non è però generalizzato, in quanto non abbiamo riscontrato particolari movimenti su tutta la triade delle divise rifugio, vale a dire franco, yen e dollaro americano, anche se la moneta unica è stata colpita un po’ su tutti i fronti.

Cosa aspettarci adesso? Il discorso è, a nostro parere, abbastanza chiaro. Siamo di fronte ad una forte discesa dell’euro che può essere considerata generalizzata, che ha portato la moneta unica su livelli inferiori un po’ contro tutto.

Domani a metà giornata verrà presa la comunicazione sui tassi da parte del Presidente Trichet, il quale andrà molto verosimilmente ad alzare il tasso di rifinanziamento del sistema interbancario all’1.5% (domani ne parleremo abbondantemente e vi spiegheremo il motivo per cui non siamo d’accordo su questa mossa).

A parte le nostre opinioni, che a livello di concretezza sul trading non servono a nulla, dobbiamo metterci nell’ottica di poter assistere ad una risalita di euro, cosa che può accadere soltanto se le altre due agenzie di rating non vanno a pronunciarsi in maniera negativa sul Portogallo. Le potenzialità che un maggior differenziale di tasso renda i livelli attuali delle quotazioni appetibili è abbastanza alta, per cui stiamo pronti a saltare sul treno. Il mercato ci ha anche insegnato che, diverse volte, la reazione dei prezzi va in verso contrario rispetto ad ogni logica economica, per cui dobbiamo essere pronti anche ad affrontare un eventuale ribasso.

Tra l’analisi tecnica di oggi e quella di domani (che avrà un giorno in più di quotazioni e price action alle spalle), andremo a vedere i livelli importanti da considerare.

Dal punto di vista dei dati macroeconomici oggi avremo l’ISM non manifatturiero americano, che non dovrebbe portare grossi scompensi sul mercato, il GDP neozelandese, mentre il report sull’ADP, solitamente pubblicato il mercoledì (importante perché molto spesso è un anticipatore dei non farm payrolls), verrà rilasciato domani a causa delle festività di lunedì scorso.

Passiamo ad un nuovo appuntamento giornaliero con i grafici, notando immediatamente come la situazione sul cambio eurodollaro sembra poter aver incominciato una nuova, svolta ribassista. Abbiamo infatti notato ieri, in serata, come non abbia retto alla pressione del movimento negativo il supporto di 1.4440, portando ad un nuovo avvicinamento a 1.44 figura.

Giunti a questo punto, il calo incominciato con la riapertura dei mercati domenica sera potrebbe continuare, anche se giunge un ultimo spunto potenzialmente interessante per valutare un’ultima tenuta. Stiamo parlando del test perfetto, mostrato dai prezzi, della media mobile esponenziale a 100 periodi, su grafico con candele a 4 ore. Non sarebbe la prima volta che questo indicatore matematico cambia le carte in tavola.

Osserviamo ora il cambio UsdJpy, notando ancora immediatamente la straordinaria costanza nel movimento. Come dicevamo già i giorni passati, infatti, ci troviamo all’interno di un range di poco più di una figura da un mese esatto. Lo spunto maggiore che possiamo trarre dalla giornata di ieri è la tenuta, ancora una volta, del livello di resistenza che gravita nei pressi di 81.25 (livello che ci è stato suggerito, nelle scorse settimane, dalle percentuali di ritracciamento di Fibonacci). Ricordiamo che come supporto, possiamo invece trovare 80.60, come livello statico indicato da una buona coincidenza di massimi e minimi durante questo particolare periodo e 80.35, come livello dinamico indicato dalla trendline positiva con origine l’8 giugno scorso.

Vediamo ora la sterlina, incominciando con il cable. In questo caso il più interessante spunto è giunto grazie al nuovo tentativo di avvicinamento della linea di tendenza dinamica che potrebbe suddividere la zona potenzialmente “positiva” da quella “negativa” per il cambio. Il livello indicato transita ancora nei pressi di 1.6130 ed è quasi perfettamente confermato, nella sua importanza, dal transito della media di lungo su grafico a 4 ore. Un interessante spunto per un supporto di giornata potrebbe giungere invece da 1.60, dato che è il livello dove transita esattamente la linea di tendenza positiva dal doppio minimo a 1.5920 di fine mese.

Si allontana, forse solo per il momento, il target di 0.9140 sul cambio EurGbp. Abbiamo infatti avuto ieri, sulla scia del calo della moneta unica forse a causa di quanto visto sopra, il superamento di 0.9015. Se la tendenza in calo dovesse continuare, potremmo avere un primo raggiungimento di 0.8945, livello suggerito dal primo ritracciamento di Fibonacci, confermato poi quasi perfettamente dal transito della media mobile di lungo, ancora su grafico con candele a 4 ore.

Diamo ora uno sguardo al cambio AudUsd, dove possiamo notare qualcosa in via di sviluppo, potenzialmente interessante. Se infatti osserviamo un grafico con un timeframe inferiore al giornaliero troviamo la somiglianza, dell’evoluzione dell’ultima settimana, con una figura di inversione di testa spalle. Gli elementi ci sono tutti: abbiamo un trend in salita, dal 27 giugno, abbiamo una prima spalla che giunge a 1.0750, una testa a 1.0790, una neckline a 1.0660 ed infine aspettiamo ora la creazione di una seconda spalla che tendenzialmente non dovrebbe giungere oltre la precedente. Vedremo come sarà lo sviluppo nelle prossime ore, consci dell’importanza che al di la di questa figura, assumerà il livello di supporto dinamico di 1.0580.

Abbiamo avuto ieri una grande prova di forza del franco che contro euro e dollaro è riuscito a riportare una situazione di grande incertezza.

Il cambio EurChf non è risucito alla fine a confermare l’ultimo spunto utile a portare un recupero del cambio strutturale, oltre 1.2330, lasciando sul terreno più di due figure. Questo ci riporta all’interno dell’importante media mobile di lungo, anticipando un periodo di ulteriore incertezza sul cambio.

Il cambio UsdChf ha compiuto meno strada, seppur si sia alla fine anch’esso allontanato da un livello di resistenza fondamentale, 0.8550. Anche in questo caso la siatuazionw non si fa ora rosea con la possibilità di un calo potenziale sino al minimo visto a fine giugno.

Copyright © FXCM per Wall Street Italia, Inc. Riproduzione vietata. All rights reserved

*Questo documento e’ stato preparato da FXCM Forex Capital Markets. Le analisi qui pubblicate non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.