Effetto Fukushima: giù borse Ue e futures Usa

12 Aprile 2011, di Redazione Wall Street Italia

Milano – Piazza Affari e le altre borse europee proseguono la giornata di contrattazioni in ribasso, allineandosi alla performance della borsa di Tokyo, che ha scontato il nuovo terremoto che ha colpito la prefettura di Fukushima, ma soprattutto la decisione delle autorità di alzare il livello di allerta nella centrale nucleare a 7, ovvero allo stesso livello di Chernobyl. Il tema del Giappone rimane mette a freno tutto l’azionario: d’altronde, la stessa JP Morgan ha affermato che il paese potrebbe soffrire un downgrade sul debito e anche una recessione per il secondo semestre del 2011.

Londra perde così lo 0,82%, Francoforte e Parigi fanno peggio con una perdita dell’1% circa, mentre Madrid perde lo 0,25% e Piazza Affari vede l’indice arretrare dello 0,26%. Si guarda anche ai cali dei futures americani, in attesa di alcuni dati economici, tra cui quello relativo alla bilancia commerciale.

Sul mercato dei titoli di stato, è andata bene l’asta dei titoli di stato italiani a 12 mesi emessi stamattina dal Tesoro: il rendimento è anche sceso sotto il 2%, all’1,98%, contro il livello superiore a tale soglia dell’asta di un mese fa. Oggi c’è stata anche l’asta della Grecia: anche essa è stata accolta positivamente, ma in questo caso i rendimenti sono saliti dal 4,75% al 4,8%.

Intanto le borse europee continuano a puntare verso il basso, condizionate anche dalla pubblicazione dell’indice Zew tedesco, che misura la fiducia in Germania. Il dato è sceso di fatto nel mese di aprile a 7,6 punti rispetto ai 14,1 punti di marzo. Gli investitori guardano con scetticismo anche agli utili che sono stati comunicati nella serata di ieri, dopo la chiusura di Wall Street, dal colosso dell’alluminio Alcoa. La società ha inaugurato la stagione dei bilanci del primo trimestre: tuttavia, secondo Class Cnbc, i numeri sul giro d’affari hanno deluso le stime.

A livello settoriale, si guarda oggi ai nuovi cali del settore tecnologico, ma anche del settore auto: sono poi anche i titoli del settore minerario che tengono a freno i mercati.

Tornando a Piazza Affari, si guarda soprattutto a Mps, e alla decisione di aumentare il capitale di almeno due miliardi di euro. Il titolo è arrivato a guadagnare fino oltre il 4% per poi essere sospeso al rialzo, e al momento sale più del 3%. Occhi puntati anche sui rialzi di Fonsai (+3,81%) e di Enel Greem Power (+0,88%). In generale, sebbene con pochi rialzi, i finanziari impediscono al Ftse Mib di segnare ribassi più consistenti. Tra i titoli peggiori invece Campari (-2,12%), Buzzi Unicem, (-2,12) e Diasorin (-1,15%).

Riguardo alle commodities, i futures sul petrolio scambiati sul Nymex sono praticamente piatti, e registrano un calo di 4 centesimi, cedendo lo 0,06%. Giù anche l’oro scambiato sul Comex, che arretra a $1.464,6, scendendo di $3,5, mentre l’argento rimane in rialzo, guadagnando più di $10 a $40,72.

Sul fronte valutario l’euro rimane in rialzo nei confronti del dollaro a $1,4460, ma scende contro il franco svizzero a 1,3034 e anche sullo yen, a 121,96. Lo yen sale beneficiando della sua natura di valuta rifugio. Anche il dollaro perde contro lo yen a quota 84,31.

Alle 12.30 (le 6:30 ora di New York) il contratto future sull’indice S&P500 perde 6,40 punti a quota 1.313,20 (-0,48%).

Il contratto sull’indice Nasdaq 100 e’ perdita di 10,75 punti circa (-0,47%), a 2.297,25 punti..

Il contratto sull’indice Dow Jones scambia in flessione di 52 punti (-0,42%%) in area 12.269.