EFFETTO BUSH SUI MERCATI? E’ TUTTO DA VEDERE

9 Luglio 2002, di Redazione Wall Street Italia

Quale sara’ la reazione dei mercati Usa al discorso del presidente George W. Bush sugli scandali contabili delle aziende? Riuscira’ il leader americano con il suo intervento a Wall Street a rivitalizzare la fiducia, ormai a terra, degli investitori?

Secondo il Wall Street Journal, le borse americane potrebbero accogliere positivamente le parole di Bush, almeno nella seduta odierna. Ma attenzione: la bibbia della Finanza non nasconde che il discorso del presidente potrebbe avere anche poca presa sui mercati.

D’altronde non e’ una novita’. Gli investitori americani da tempo sono refrattari ad accogliere qualsiasi notizia che possa fungere da elemento di traino per i mercati. Anche la comunicazione di dati economici positivi il piu’ delle volte viene snobbata.

La parola che risuona nelle orecchie degli investitori e’ ormai solo una: scandalo contabile. E non sara’ sicuramente un discorso a scuotere i mercati e a ripristinare una fiducia sempre piu’ vacillante, anche se a parlare e’ il presidente degli Usa in persona.

C’e’ da dire inoltre che Bush non sembra intenzionato a caldeggiare le dimissioni del tanto discusso presidente della SEC, Harvey Pitt, a dispetto degli operatori che probabilmente inneggerebbero all’uscita di scena di una persona che troppe volte, per le cariche assunte in passato, e’ stato sospettato di conflitti di interesse.

Non solo. Per quanto Bush continui a sottolineare che le mele marce della corporate America siano poche, lasciando intendere che l’albero del sistema sia ancora in buona salute, i fatti lo contraddicono. A partire dal caso Enron i mesi recenti hanno visto un succedersi di scandali e frodi contabili che hanno minato irreversibilmente la fiducia nelle grandi societa’ americane.

Il caso Enron, che ha fatto gridare allo scandalo e che sembrava un caso isolato, non ha fatto altro che dare il via ad una valanga di notizie negative che hanno visto nell’occhio del ciclone quelle che apparivano tra le aziende piu’ solide.

Certo, anche in passato gli americani avevano assistito a pratiche contabili illecite messe in atto da altre societa’. Negli anni ’90, era stata Cendant a ergersi protagonista di uno scandalo contabile. Ma i mercati erano riusciti comunque a tenere, proprio perche’ si era trattato di una singola mela marcia in un giardino intatto.

Ora non e’ piu’ cosi’. La sfiducia crescente non e’ solo verso il management, ma anche verso i revisori, rei di aver certificato bilanci poco conformi alla realta’. Nel mirino anche gli analisti che, pur di intascare ingenti commissioni di investment banking, hanno sfornato una serie di rating positivi a sproposito.

Ma attenzione. Per il Wall Street Journal la colpa e’ stata anche degli investitori, che hanno deliberatemnte chiuso un occhio lasciandosi trasportare dall’euforia degli acquisti, senza neanche chiedersi fino a che punto le valutazioni delle azioni fossero supportate da buoni fondamentali.

Insomma, non e’ solo cambiando le regole o aumentando le sanzioni che si potra’ risollevare i mercati azionari. A mutare dovra’ essere lo stesso atteggiamento degli investititori, che dovranno adottare come diktat nelle loro scelte azionarie la parola “verificare”.