Brexit: sterlina a minimo 31 anni, euro rischia $1,10. Tassi UK a minimi record

27 Giugno 2016, di Laura Naka Antonelli

ROMA (WSI) . Effetto Brexit sui mercati, con gli investitori che non riescono ad abbandonare l’atteggiamento di avversione al rischio e tornano a colpire l’azionario e, sul valutariol’euro e la sterlina.

Quest’ultima scivola anche al di sotto dei valori testati lo scorso venerdì nei confronti del dollaro, capitolando al minimo in 31 anni e testando $1,3221. L’euro rischia quota $1,10, cedendo oltre -1% nei confronti del dollaro.

Banche KO ovunque, con quelle britanniche RBS e Barclays che cedono fino a -15% e l’indice di riferimento delle banche in Europa che crolla -6%, zavorrato anche dai rumor sulle banche italiane e su un nuovo piano del governo Renzi per salvarle.

A tal proposito, accelerazione ribassista per Borsa Milano, con il Ftse Mib che cede -2,21% a 15.376,84 punti.

Acquistati i  titoli di stato considerati più sicuri, come i Treasuries Usa e i  bond britannici, con i  tassi sui Gilt a 10 anni che sono scesi al di sotto dell’1% per la prima volta nella storia

 

Ma a testare nuovi minimi sono anche altri tassi dei bond britannici, con quelli a due anni che hanno testato brevemente lo 0,199%, al minimo da metà 2013. Tassi a cinque anni sono crollati al minimo da metà 2012 al 4,84%. Tassi a 30 anni hanno testato il nuovo record in 30 anni, all’1,864%.