EDITORIA FINANZIARIA: GUERRA TRA COPPOLA E CLASS

25 Ottobre 2006, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Volano le lettere tra Paolo Panerai, editore e direttore di Milano Finanza, e Danilo Coppola, fresco azionista di maggioranza della testata rivale Finanza & Mercati. Un botta e risposta ascendente nei toni, in cui le due parti non si risparmiano illazioni su fondi occulti, scarsa trasparenza e conflitti di interesse, e in cui entra perfino il barbiere dell´immobiliarista romano, che l´anno scorso Il Foglio aveva definito «tricologicamente scorretto» per via dei capelli lunghi.

Sabato scorso il fondo del direttore del settimanale del gruppo Class aveva criticato la diversificazione di Coppola nell´editoria, e gli aveva chiesto di «spiegare passo per passo come ha fatto le centinaia di milioni, se non miliardi di euro di cui viene accreditato».

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La risposta è giunta a stretto giro, in forma di accusa: Coppola denuncia «un vistoso conflitto di interessi» per l´imprenditore e direttore, e gli gira la frittata dei finanziamenti: «Panerai spieghi ai suoi lettori come abbia fatto a creare un gruppo che capitalizza circa 120 milioni di euro in Borsa senza produrre mai profitti ed in particolare da dove abbia attinto inizialmente i mezzi finanziari».

Controreplica sull´edizione quotidiana di Mf, ieri: «Quanto al conflitto, comprendiamo che il signor Coppola non conosca le regole della professione giornalistica. La nostra governance è stata ampiamente pubblicizzata nella massima trasparenza, vocabolo impossibile, evidentemente, per il signor Coppola». Secondo Panerai, «negli ambienti che Coppola ha a lungo frequentato si parlava di altri prodotti invece che di case editrici».

Poi l´affondo finale, per rispondere alle accuse di scarsa redditività: dall´anno della quotazione (1999), Class editori «ha realizzato utili netti per 56 milioni di euro e distribuito dividendi per 20 milioni. Sicuramente sufficienti a pagare anche il più raffinato dei barbieri da cui si serve il signor Coppola e di cui ugualmente ambiremmo a conoscere il nome». I lettori dei giornali economici restano in attesa di quest´altra notizia.

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