Economisti alla Francia: la tripla A non corrisponde alla realta’

18 Novembre 2011, di Redazione Wall Street Italia

New York – Da giorni ormai lo scarto tra i rendimenti dei bond francesi decennali e quelli tedeschi passa di record in record, provocando la naturale inquietudine dell’Esagono sull’avvenire del suo merito sul credito. Secondo alcuni economisti Parigi si deve rassegnare: la Tripla A e’ “de facto” gia’ perduta.

Giovedi’ mattina il livello ha toccato il 3,79% e lo spread ha superato quota 200 punti, una quota mai raggiunta da quando e’ nato l’euro.

La Repubblica federale “E’ diventata il valore rifugio ultimo per gli investitori”, commenta sul quotidiano svizzero Le Temps Mathieu Plane, economista dell’Osservatorio francese delle congiunture economiche.

La notizia del nuovo record sul fronte del rischio paese e’ giunta poco prima dell’emissione di 7 miliardi di euro di Oat, a scadenze 2 e 5 anni. L’Agenzia del Tesoro francese, ha collocato i titoli che voleva, ma a un tasso di interesse piu’ alto del previsto.

François Baroin, il ministro dell’Economia e delle Finanze del paese, vuole ancora credere alla possibilita’ che Parigi conservi la tripla A, come ha sottolineato lui stesso mercoledi’ al quotidiano finanziario nazionale Les Echos.

Gli economisti sono molto piu’ scettici ed e’ in crescente aumento il numero di loro che stima che il rating piu’ alto sul debito non corrisponda piu’ alla realta’ e Sarkozy e soci si devono rassegnare. Il presidente della Repubblica, secondo le indiscrezioni pubblicate dal giornale satirico Canard Enchaîné, avrebbe dichiarato che “se perdiamo la Tripla A sono morto”.

L’anno prossimo si terranno le elezioni presidenziali e il candidato socialista Francois Hollande sembra in grado di sfruttare il calo di popolarita’ del capo di stato francese. La crisi economica sara’ chiaramente al centro dei dibattiti politici che caratterizzanno la campagna elettorale.

“Se le agenzie di rating non l’hanno ancora fatto e’ sicuramente perche’ non osano, per il momento, influire sulla campagna elettorale”, osserva Jacques Attali sul suo blog. Ma nella zona euro, a parte la Germania, “chi e’ che puo’ dirsi sicuro di conservare la tripla A oggi giorno”?, si chiede ironicamente Mathieu Plane, aggiungendo che i tassi francesi restano su livelli inferiori a quelli toccati prima dello scoppio della crisi, quando superaravano il 4%.

Secondo l’economista Jean-Christophe Caffet di Natixis “Oggi la Francia fa parte dei paesi a tripla A piu’ vulnerabili”. “Ma allo stesso tempo, non e’ minacciata dal pericolo di insolvibilita’”.

All’inzio “il differenziale si e’ allargato per via di una sovra performance della Germania. Gli investitori che hanno venduto dei titoli greci o italiani si sono rifugiati nella qualita’ piu’ alta. Cio’ ha fatto abbassare i rendimenti dall’altra parte del Reno. Da ottobre, lo spread si e’ ampliato ulteriormente in questo caso per via della prova negativa dei rendimenti francesi colpiti dai timori e sfiducia generale dei mercati”.