Economista Harvard: perchè ho ritirato tutti i soldi da BofA

3 Febbraio 2014, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – “La scorsa settimana, avevo più di $1.000.000 in un conto di Bank of America. La prossima settimana, ne avrò $10.000”.

Terry Burnham, ex professore di economia di Harvard, autore di libri come “Mean Genes” e “Mean Markets and Lizard Brains”, da tempo critico della Federal Reserve, ha pubblicato sulla propria pagina un post in cui accusa il sistema monetario che la banca centrale americana ha creato. O meglio, ha distrutto.

Burnham, di fatto, ritiene che i tentativi della Fed di rafforzare il sistema bancario Usa lo hanno invece indebolito in modo perverso. Wall Street Italia ne aveva già scritto qualche giorno fa.

“Perchè sto ritirando i miei risparmi da Bank of America? A causa di Ben Bernanke e di Janet Yellen”.

L’esperto spiega che, ogni volta che la Fed interviene sui mercati, produce due effetti, entrambi negativi. “Il primo, provoca una diminuzione del benessere totale distorcendo i mercati e dando il via a cattive decisioni di investimento. Il secondo, i membri della Fed diventano Robin Hood al contrario, visto che prendono dai poveri per dare ai ricchi”.

Inoltre, al momento “ricevo zero dollari di interessi sui miei $1.000.0000. La ragione per cui avevo deciso di depositare i miei soldi in Bank of America era di tenerli al sicuro. Tuttavia, il costo potenziale che devo sostenere è che la banca potrebbe un giorno non essere capace o non voler restituirmi i soldi”.

D’altronde, proprio perchè Bank of Americana “ha dato in prestito la grande maggioranza dei soldi dei depositanti, se anche una piccola percentuale di questi prestiti diventasse inesigibile, la banca sarebbe a rischio di bancarotta”.

Proprio il ricorso al debito, insieme ad alcuni investimenti negativi, hanno causato il “crack di Lehman Brothers nel 2008 e avrebbero provocato il fallimento di Bank of America, AIG, Goldman Sachs, Morgan Stanley, Merrill Lynch, Bear Stearns e di altri molti istituti nel 2008, se non ci fosse stato l’intervento del governo”.