ECONOMIA USA: PER ANALISTI RISCHIO RECESSIONE

24 Settembre 2001, di Redazione Wall Street Italia

Secondo molti economisti, l’attacco terroristico alle torri gemelle porterà ad un netto rallentamento dell’economia mondiale.

In questi giorni sono state rese note le previsioni di Merrill Lynch, Goldman Sachs, Schroder Salomon Smith Barney, HSBC e Deutsche Bank.

La maggior parte degli analisti è convinta che l’economia USA andrà in recessione nel terzo e nel quarto trimestre di quest’anno, ma non tutti sono concordi nello stimare la durata del periodo di recessione.

Secondo alcuni esperti ci sarà un recupero nel prossimo anno, mentre secondo altri economisti la durata della crisi sarà più lunga.

Su una cosa i pareri sono unanimi: l’attacco a New York è arrivato nel peggiore dei momenti possibili per l’economia mondiale.

Per l’Economist Intelligence Unit la crescita mondiale per quest’anno sarà del 2,4%, la più lenta dal 1992 e la decelerazione più veloce degli ultimi 30 anni.

Solo il mese scorso, la previsione del Fondo Monetario Internazionale era per una crescita del 2,8% per quest’anno.

Deutsche Bank è più pessimistica. Secondo la previsione degli analisti della banca tedesca la crescita dovrebbe rallentare al 2,2% con i sette paesi più industrializzati (USA, Canada, Giappone, Francia, Italia, Germania e Gran Bretagna) che faranno ancora peggio.

Secondo la banca tedesca, per quest’anno e il prossimo, la crescita sarà dell’1%, con “la peggiore performance biennale dalla recessione dei primi anni ’80.”

Gli effetti peggiori della recessione saranno però, a detta di quasi tutti gli esperti, a carico degli USA: solo l’Economist Intelligent Unit continua ad affermare che la recessione in USA sarà evitata.

Gli esperti si aspettano che la Federal Reserve continui a intervenire sul costo del denaro attraverso una serie di riduzioni dei tassi d’interesse, fino ad arrivare, sempre secondo gli esperti, a un costo del denaro al 2%.

Secondo Goldman il governo USA continuerà ad accelerare la spesa pubblica fino ad arrivare, secondo le previsioni della banca americana, a $140 miliardi.

Gli economisti, dunque, sono sostanzialmente concordi a disegnare scenari di recessione, ma come accennato prima sui tempi di recupero le previsioni sono molto diverse.

Secondo HSBC (la cui previsione a breve termine per il quarto trimestre è di una crescita dell’economia USA inferiore al 3%), l’economia USA avrà un tonfo senza precedenti perché la politica dell’azione aggressiva sull’economia incoraggerà un rimbalzo nel prossimo anno.

Ma il pericolo che “il recupero ispirato da una politica di abbassamento della pressione fiscale potrebbe portare a conseguenze spiacevoli, come un aumento degli interessi reali o un balzo dell’inflazione” preoccupa gli esperti.

Gli analisti di Goldman Sachs credono che il calo del prezzo delle azioni deprimerà in misura notevole la propensione all’acquisto degli investitori e che l’incertezza crescente porterà le famiglie a risparmiare di più e le industrie a investire di meno: da qui il dubbio degli analisti di Goldman che “l’economia possa riprendersi presto”.

La recessione USA avrà effetti inevitabili sulla crescita della zona euro. Le previsioni di crescita dell’Unione Europea sono state tagliate dell’1% per il prossimo anno, ma sono in pochi a sostenere che ci sarà recessione anche nell’UE e Gran Bretagna.