Economia sommersa a 275 miliardi. E con la crisi aumentera’

22 Maggio 2012, di Redazione Wall Street Italia

Roma – E’ difficile da accettare per gli italiani onesti, ma nelle condizioni difficili di crisi come quella di questi ultimi anni, inevitabilmente l’economia “sommersa” si allarga. I mercati sono stagnanti e le aziende devono trovare un modo per guadagnare comunque: ecco che pertanto ricorrono a sotterfugi fiscali. Erodendo le entrate allo stato.

Scarsi investimenti e poche infrastrutture sono gli altri due grandi mali del paese, dove l tasso di disoccupazione e’ previsto al 9,5% nel 2012, mentre il Pil calera’ dell’1,5%, secondo l’Istat. Segnali di ripresa si vedranno solo nel 2013, quando la ricchezza interna dovrebbe crescere di mezzo punto percentuale.

L’economia sommersa italiana e’ stimata nel 2008 in una forbice tra 255 e 275 miliardi di euro, pari al 16,3-17,5% del pil, secondo quanto rilevato nel rapporto annuale dell’istituto di statistica, che sottolinea come il contrasto alle attivita’ sommerse “costituisce un’importante opportunita’” per il riposizionamento competitivo dell’economia italiana.

L’Istat segnala inoltre che l’economia sommersa ha progressivamebnte ridotto la sua incidenza, nel 2000 era tra il 18,2% e il 19,1%. “L’effetto della crisi, tuttavia, a parita’ di altre condizioni ha verosimilmente allargato l’area dell’economia sommersa”.

Gia’ nel 2008 l’area del sommerso era leggermente aumentata rispetto al 2007 mentre epr il periodo piu’ recente indicazioni in questa direzione si ricavano dall’andamento del lavoro non regolare, che contribuisce per una percentuale del 35.40% al valore aggiunto del sommerso. Nel 2008 il tasso di irregolarita’ (misurato in unita’ standard equivalenti a tempo pieno) nell’impiego a tempo pieno era pari all’11,8% dell’occupazione totale, cioe’ 2,94 milioni su 24,9 milioni. Le stime realizzate per il 2010 indicano una stabilita’ nelle posizioni di lavoro irregolari pari a 2,95 milioni.