ECONOMIA: OCCHIO ALL’INFLAZIONE
(USA & UE)

15 Settembre 2006, di Redazione Wall Street Italia

Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – • Tassi stabili in area Euro, in rialzo negli Usa.

• Dollaro in lieve deprezzamento contro Euro. Stabile lo Yen.

• Ancora debole il petrolio, poco al di sopra dei 63 $/b.

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Eventi Odierni: In area Euro oggi saranno diffusi i dati relativi all’inflazione per il mese di agosto. Alla luce dei dati dei singoli paesi dell’area, il tendenziale potrebbe posizionarsi al 2,2%, dal 2,3% anticipato da Eurostat. Il calo del prezzo del greggio registrato nel mese di settembre avvalora l’ipotesi di una prosecuzione del rallentamento delle spinte inflattive anche nel mese in corso.

Negli Usa attesi i prezzi al consumo di agosto: la componente core potrebbe segnalare una dinamica in accelerazione a causa delle persistenti pressioni sul fronte affitti. Da monitorare anche le indicazioni sulle aspettative di inflazione che saranno fornite dall’indice preliminare dell’università del Michigan.

Tassi di Interesse: in area Euro ieri i tassi non hanno registrato variazioni di rilievo in una giornata senza spunti dal lato macro. Il 2 anni è lievemente salito mentre il tasso decennale è rimasto praticamente invariato, con il conseguente seppur lieve calo della pendenza di curva sul tratto 2-10 anni. Sulla parte a breve continuano a pesare le parole degli esponenti della Bce con Trichet che ieri in un’intervista ha ribadito l’intenzione di porre estrema vigilanza sulla dinamica dei prezzi al consumo.

Negli Usa tassi di mercato in rialzo dopo dati sulle vendite al dettaglio superiori alle attese nella parte generale e soprattutto dopo che i prezzi delle importazioni dello stesso mese hanno richiamato l’attenzione sulla dinamica inflattiva, in vista dell’attesissimo dato sui prezzi al consumo di oggi. La rinnovata attenzione degli operatori sulla variabile prezzi è testimoniata anche dal fatto che, malgrado la continuazione del calo del prezzo del greggio, negli ultimi giorni si è assistito ad un rialzo delle breakeven inflation, sebbene queste ultime permangano sempre su livelli distanti dai massimi. Il dato sul Cpi di oggi, qualora evidenziasse pressioni soprattutto nella parte core, potrebbe rimettere in discussione l’ipotesi pressoché certa di Fed ferma fino a fine anno, soprattutto con riferimento al meeting di fine ottobre. I livelli di resistenza sul tratto decennale sono posti in corrispondenza dell’area 4,82-4,85%.

Valute: Dollaro in lieve deprezzamento verso Euro nell’ambito della prosecuzione dell’oscillazione nel range 1,265-1,275 che sta caratterizzando il cross da diversi giorni. Il dato sui prezzi al consumo potrebbe richiamare l’attenzione sulle future mosse della Fed, contribuendo potenzialmente ad un rafforzamento del biglietto verde. Nel breve confermiamo il supporto a quota 1,265. Praticamente invariato lo Yen contro le principali valute in attesa della riunione del G7 in programma in Singapore questo week end.

Materie Prime: il petrolio chiude poco sopra i 63 $ al barile, in una sessione senza grossi spunti. Nuovo calo per il prezzo del rame, il terzo consecutivo. Il metallo industriale ha risentito negativamente della notizia secondo cui il governo di Shanghai ha tagliato le tariffe sulle esportazioni dei minerali non ferrosi, misura che potrebbe far crescere l’offerta sul mercato. Secondo l’International Copper Study, un’agenzia basata a Lisbona, già in giugno la produzione di rame aveva superato la domanda di 6000 tonnellate. In calo l’oro che ieri ha perso l’1,73% con il metallo giallo che ha risentito negativamente del calo del prezzo del petrolio che ha ridotto i timori per l’inflazione.

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