ECONOMIA MONDIALE: L’EUROPA IN FASE DI SORPASSO

28 Gennaio 2001, di Redazione Wall Street Italia

Gli economisti sembrano essere tutti d’accordo: l’economia americana ferma, o quasi, consentirà all’Europa il sorpasso nel 2001.

Sono buone o cattive notizie?

Il dato fondamentale è che secondo il Fondo Monetario Internazionale è tutta l’economia mondiale a frenare.

Se secondo le previsioni del settembre scorso dell’FMI la crescita mondiale era vista a quota 4,2% ora il dato si ferma al 3,5%.

Non si tratta certo di una recessione globale ma lo stop alla crescita americana consentirà all’Europa di effettuare il sorpasso. La crescita economica europea sarà infatti nel 2001 appena sotto il 3%, mentre quella americana solo nel secondo semestre dell’anno avrà una ripresa che la riporterà verso quota 2,5%.

Su queste previsioni tutti gli esperti mondiali sembrano concordare. Per il vice-direttore dell’FMI, Stanley Fischer, la crescita dell’economia americana sarà praticamente vicina allo zero per i primi due trimestri dell’anno in corso, poi si riprenderà e alla fine del 2001 dovrebbe riportarsi a quota 2,5% su base annua.

Ad aiutare l’economia è certamente la politica monetaria della FED che, secondo Fischer, potrebbe ancora tagliare i tassi di 500 punti se questo fosse necessario.

E l’esponente del Fondo Monetario concorda con il Ministro del Tesoro Tedesco Hans Eichel sulle previsioni per l’Europa.

L’inflazione non ridurrà più di tanto la crescita vicina al 3% con una disoccupazione all’8% che viene ritenuta non alta.

Sull’Europa peserà il rallentamento dovuto all’aumento dei prezzi petroliferi, ma in cambio potrà sfruttare gli effetti benefici della new economy e della riduzione delle tasse operato da vari governi e che stabilizzerà la domanda.

Più critica la situazione giapponese dove i consumi calano nonostante lo sforzo delle autorità ad operare nel campo fiscale e dei mercati.

L’orientamento generale, espresso nel Forum sull’economia a Davos, non è dunque più catastrofico e l’ottimismo sull’Europa potrebbe anche aiutare le Borse del vecchio continente sempre influenzate dagli andamenti dei listini americani.