ECONOMIA MONDIALE: ‘E’ QUASI RECESSIONE’

28 Agosto 2001, di Redazione Wall Street Italia

“L’economia globale e’ sull’orlo di una recessione”; lo dice Stanley Fischer, numero due del Fondo Monetario Internazionale, che ne individua le cause principali nella prevista contrazione giapponese e nel rapido rallentamento degli Sati Uniti.

Il significativo rallentamento – secondo Fischer – e’ senz’altro un pedaggio dovuto alla situazione in cui economie emergenti come l’Argentina e la Turchia stanno cercando di recuperare la fiducia degli investitori e uscire dalla recessione.

“Potremmo forse sfuggire a quella che chiamerei una recessione globale – ha detto Fischer che ha dato le dimissioni dal ruolo di managing director all’FMI – ma e’ veramente sconfortante la consapevolezza della difficolta’ nel trovare una via d’uscita di fronte alla situazione delle economie emergenti.”

Il Fondo Monetario Internazionale ha recentemente ribassato le sue previsioni ottimistiche su tre delle piu’ grandi economie mondiali: Giappone, Germania e Francia.

Molti esperti sono inoltre preoccupati del fatto che nelle ultime settimane le previsioni sull’economia mondiale si siano da piu’ fronti offuscate.

L’opinione di Fischer fa eco al tono pessimistico delle ultimi relazioni dell’FMI.

Il Fondo e’ preoccupato che il dollaro possa subire un forte deprezzamento a causa dell’insostenibile squilibrio commerciale. Prevede inoltre una crescita per gli Stati Uniti dell’1,5% quest’anno, in calo dal 5% del 2001.

L’FMI ha inoltre tagliato le stime per il Giappone, dicendo che l’economia potrebbe subire una contrazione dello 0,2% nel 2001 invece che un’espansione dello 0,5% ipotizzata ad Aprile.

Stessa sorte per la Germania, per la quale il Fondo ha ribassato le previsioni all’1,25% per il 2001 rispetto alla sua precedente stima all’1,9% di Aprile.

Il simultaneo rallentamento in Europa, in Giappone e negli Stati Uniti mostra l’effetto negativo rispetto ad una integrazione globale del commercio e del flusso di capitali.

“Abbiamo bisogno di lavorare ad una riduzione della volatilita’ del flusso dei capitali dei mercati emergenti – ha detto Fischer aggiungendo che – una soluzione sarebbe modificare le regole internazionali che regolano il flusso del capitale”.

“Mi piacerebbe trovare un sistema legale piu’ orientato ad aiutare i paesi che non possono sanare i loro debiti – dice ancora Fischer – penso purtroppo che molto difficilmente il Fondo nei prossimi anni esplorera’ il modo di riuscire in questo intento molto diccile come sara’ difficile che molti aderiscano ad un sistema del genere”.

In altre parole, Fischer dice che l’Argentina dovrebbe ricevere piu’ aiuti internazionali per sanare il suo debito di $130 miliardi.

L’FMI ha aderito la scorsa settimana ad un aiuto d’emergenza consistente in $8 miliardi per l’Argentina e si e’ impegnata a dare altri $3 miliardi per incoraggiare uno scambio di bond o una compensazione diretta.

Ma anche qui Fischer commenta duro e pessimista, “Non penso che $3 miliardi risolvano i problemi – ha detto Fischer.

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ECONOMIA USA: C’E’ CHI VEDE RECESSIONE