ECONOMIA IN CRESCITA? DIPENDE

20 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva con il differenziale 2-10 anni a 195 pb da 197. Chiudono invece in lieve calo i listini azionari. Torna a salire il differenziale sul decennale Italia-Germania portatosi ieri a 85 pb da 81.

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In UK le minute della riunione del 6 agosto hanno evidenziato come 3 membri del board, tra cui il governatore King, avevano votato a favore di un ampliamento del programma di quantitative easing di 75 Mld£, contro 6 membri che hanno invece votato a favore di un aumento di 50 Mld£.

In Germania Weber ha dichiarato che l’attuale miglioramento dell’economia è dovuto soprattutto alle misure di stimolo dei governi e che il tasso di crescita del prossimo decennio potrebbe essere più basso degli ultimi dieci anni. Secondo Weber inoltre per registrare i tassi di crescita del 2008 occorrerà attendere il 2013. Relativamente al mercato del lavoro si è mostrato piuttosto pessimista, dichiarando che è lecito attendersi un ulteriore peggioramento.

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Oggi non sono attesi dati di rilievo, gli operatori resteranno infatti in attesa dell’apertura dei mercati statunitensi. Negli Usa i tassi di mercato sono calati su tutte le scadenze, con lo spread 2-10 anni sceso leggermente a 247pb. Le borse Usa hanno chiuso positive dopo una partenza negativa. L’indice S&P500 è tornato poco sotto la soglia 1.000 guidato dal settore energia. L’Ocse ha dichiarato che il punto di svolta, nel quale i 30 stati membri cominceranno a mostrare una crescita piuttosto che una contrazione, probabilmente arriverà prima del previsto. Gli indici anticipatori delle principali economie segnalano la possibilità che il momento peggiore della recessione sia trascorso o possa avvenire entro pochissimi mesi. Nel complesso il Pil degli stati membri è calato dello 0,1% t/t nel secondo trimestre e del 4,6% a/a. Ieri non sono stati rilasciati dati macro di rilievo.

Oggi sono attesi i consueti dati settimanali relativi alle richieste di sussidi di disoccupazione, il Filadelfia Fed di agosto ed il superindice di luglio che potrebbe salire per il quarto mese consecutivo, segnalando la possibilità che il momento peggiore della recessione sia alle spalle. Segnaliamo dei segnali positivi da parte di GM che questa settimana ha richiamato al lavoro 1.350 operai. L’azienda vuole aumentare la produzione nel secondo semestre grazie al nuovo piano auto. Si tratta del maggiore incremento singolo di lavoratori dal 2006. Infine, secondo una fonte interna all’amministrazione Obama, la prossima settimana sarà annunciata una stima del deficit di bilancio relativo all’anno fiscale 2009 (che termina il 30 settembre) inferiore alla precedente. Dovrebbe attestarsi a 1.580Mld$, circa 262Mld$ meno delle previsioni di maggio, grazie a minori costi associati alle misure di stabilizzazione dell’economia e minori fallimenti bancari rispetto a quanto anticipato. Sul decennale governativo supporto a 3,40%.

Valute: l’Euro/Dollaro ieri si è mosso in linea con le borse mondiali. Nel momento di debolezza delle borse si è assistito ad un apprezzamento del Dollaro che ha portato il cross fino a 1,4085, mentre il recupero dei listini azionari cominciato nel pomeriggio ha riportato gli acquisti di Euro, portando il cross in prossimità dell’area di resistenza 1,4250. Anche oggi il movimento dovrebbe rispecchiare quello delle borse. Nei prossimi giorni i livelli di resistenza da monitorare si collocano a 1,4270 – 1,4330 e 1,4450, mentre il supporto continua a posizionarsi in area 1,40-1,4050. Il recupero delle borse ha favorito l’Euro anche nei confronti dello Yen. Per oggi la resistenza più vicina si colloca a 135, la successiva 136,10. Il supporto di breve a 132,20.

Materie Prime: secondo giorno di rialzo del greggio WTI (+4,7%), tornato sopra soglia 72 $/b sulla scia del deprezzamento del Dollaro, dell’andamento positivo delle borse e del forte calo delle scorte USA la scorsa settimana (-8,4Mln di barili). Si è trattato del maggior calo in 15 mesi. Contrastati gli industriali, con l’alluminio che perde quasi il 3%, nonostante i timori su un possibile taglio alla produzione in Russia in seguito all’incidente della centrale idroelettrica in Siberia. In calo anche il rame (-1,6%), positivo lo zinco (+0,7%). Contrastati i metalli preziosi. Tra gli agricoli, forte rialzo per cacao e zucchero che avanzano di oltre 4 punti percentuali; perde terreno il grano (-1%).

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