Economia, i disoccupati nel mondo sono 210 milioni

13 Settembre 2010, di Redazione Wall Street Italia

I disoccupati a livello globale? Potrebbero aver toccato i 210 milioni. I posti saltati a causa della crisi finanziaria, a partire dal 2007? 30 milioni, di cui il 75% nei paesi sviluppati, cui se ne potrebbero aggiungere altri 23 milioni se non verranno adottati degli incentivi. Le persone che servirebbe assumere nei prossimi dieci anni, in linea con la crescita della popolazione su scala mondiale? Altri 440 milioni.

Sono queste le stime della International Labor Organization (ILO) e del Fondo Monetario Internazionale, riuniti insieme in una conferenza a Oslo, in Norvegia. “Il punto cruciale e’ quanto presto” si riuscira’ a tornare a una situazione di bilanciamento, ha dichiarato all’emittente Cnbc Juan Somavia, direttore generale dell’ILO. “Il sentore che molti condividono e’ che se lo si fa troppo in fretta, la gia’ debole ripresa economica potrebbe risentirne”, ha continuato.

La ricetta dei padroni di casa (la Norvegia vanta uno dei piu’ bassi tassi di disoccupazione al mondo) per il mercato del lavoro? “Il fattore su cui abbiamo puntanto di piu’ e’ stata la cooperazione tra partiti, sindacati e lavoratori” , ha riferito il primo ministro norvegese Jens Stoltenberg.

La Germania, che ha visto il suo tasso di disoccupazione scendere ai minimi di 14 mesi grazie all’export in ripresa, si e’ detta convinta che la sua risposta alla crisi e’ stata meglio di altre. “Abbiamo investito molto facendo leva su un approccio tripartito. Lo Stato ha messo denaro ma anche sindacati e lavoratori hanno rinunciato a qualcosa e I lavoratori hanno dimostrato di essere disposti a affrontare alcuni costi”, ha detto il ministro al lavoro tedesco Ralf Brauksiepe.

Il titolare del ministero dell’economia francese, Christine Lagarde, ha portato l’accento sui giovani: “dobbiamo essere certi che l’attuale sistema li veda passare dalle scuole al mercato del lavoro, cosa al momento difficile. E’ questo uno dei temi piu’ importanti di cui dobbiamo discutere”. Lagarde ha anticipato che per l’Eliseo la crescita dovrebbe essere per quest’anno dell’1.5% “o forse un pochino di piu’. E’ tempo di concentrarsi sugli stimoli e su cosa e’ importante per il futuro”.