ECONOMIA: CRESCITA PIL IN GERMANIA E FRANCIA

13 Agosto 2009, di Redazione Wall Street Italia
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WSI) – Tassi di interesse: in area Euro tassi di mercato ancora una volta in calo nonostante il recupero dei listini azionari. A favorire gli acquisti di titoli governativi potrebbe avere contribuito il deludente dato di giugno relativo alla produzione industriale dell’intera area, in contrazione su base mensile (-0,6% m/m).

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Sul fronte macro questa mattina sono arrivati dati sorprendenti dalla crescita delle due principali economie dell’area. Nel secondo trimestre il Pil della Germania, principale economia, è cresciuto dello 0,3% t/t contro attese di mercato pari a -0,2% t/t secondo il consensus di Bloomberg. Crescita inattesa anche per il Pil francese, cresciuto anch’esso dello 0,3% t/t nello stesso periodo. Sebbene non siano ancora disponibili i dettagli del Pil tedesco, l’istituto nazionale di statistica tedesco ha dichiarato che la crescita è stata guidata da un aumento dei consumi privati e governativi e dalle costruzioni. Anche le esportazioni nette hanno contribuito positivamente. Su base tendenziale il Pil tedesco si è comunque contratto del 5,9% a/a. A questo punto esiste la possibilità che la crescita dell’area Euro nel secondo trimestre, attesa questa mattina, possa risultare piatta o leggermente positiva su base trimestrale.

Ieri la BoE aveva invece dipinto uno scenario preoccupante circa l’andamento futuro dell’economia britannica. Il governatore Mervin King aveva dichiarato che l’inflazione probabilmente rimarrà al di sotto del target del governo nel medio periodo poiché il recupero sarà lento, la disoccupazione resterà su livelli elevati ed occorrerà del tempo alle banche per risanare i propri bilanci. Diventa quindi probabile che le misure straordinarie implementate dalla BoE saranno mantenute per un lungo periodo di tempo.

L’asta sul decennale governativo tedesco ha ricevuto una calda accoglienza dagli operatori, con una domanda ben superiore all’offerta, così come avvenuto per i bond portoghesi a 5 anni. Oggi è attesa l’asta sui Btp a 5 anni per 3,5Mld€. Sul decennale governativo, l’area di resistenza continua a collocarsi a 3,52-55%. Negli Usa tassi di mercato in rialzo sulla parte a lungo termine sulla scia del recupero di quota 1000 da parte dell’indice S&P500.

La Fed dal canto suo ha preso atto della tendenza alla stabilizzazione delle condizioni economiche, pur sottolineando che sussistono ancora rischi per i consumatori soprattutto dal mercato del lavoro. Per quanto concerne l’attesa decisione sul prolungamento o meno del programma di acquisto di Treasury, la Fed si è limitata a dire che “l’intero importo verrà acquistato entro la fine di ottobre”, lasciando pertanto intendere una maggiore propensione verso l’ipotesi di non rinnovo del programma, prendendo contemporaneamente tempo per eventuali decisioni in senso opposto al fine di garantire un “passaggio morbido” a condizioni di normalità sui mercati.

Sul fronte macro sono arrivate notizie positive dal rialzo sia delle esportazioni sia delle importazioni nel mese di giugno, oltre ai dati trimestrali del costruttore Toll Brothers che, per la prima volta dal 2005, ha segnalato un rialzo degli ordini nel terzo trimestre rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. L’emissione del titolo decennale ha incontrato ancora una volta una favorevole accoglienza da parte delle banche centrali estere. Nel breve la prima resistenza sul decennale si colloca al 3,75%.

Valute: Dollaro in deprezzamento verso Euro, sulla scia delle favorevoli indicazioni macro arrivate sia dagli Usa sia questa mattina dal recupero a sorpresa del Pil tedesco e francese. Nel breve l’area di resistenza più rilevante si colloca a 1,43-1,4340. Il recupero delle borse favorisce un lieve deprezzamento dello Yen verso le principali valute. Verso Euro il cross ha trovato supporto a 134,10, per poi rimbalzare e tornare in prossimità di soglia 137. Le resistenze oggi si collocano a 137,50 e 138,20. Verso Dollaro il supporto si colloca a 95,10 e la resistenza a 97,80.

Materie Prime: positivo il greggio WTI (+1%) nonostante le scorte settimanali USA siano aumentate più delle attese. A guidare il rialzo potrebbe essere stata la revisione al rialzo delle stime sulla domanda globale di greggio 2009/2010 da parte dell’IEA. Negativi gli altri energetici, con il gas naturale (-1,7%) a guidare le perdite. Positivi tutti i metalli industriali, con alluminio, piombo e rame in rialzo di oltre il 2,5%. Bene anche i preziosi. Contrastati gli agricoli guidati dallo zucchero (+4,8%). Bene anche mais (+1,3%) e grano (+1%) nonostante la revisione al rialzo dei dati sulle scorte Usa.

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