ECONOMIA: BANCHE CENTRALI SOTTO I RIFLETTORI

2 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Settimana densa sul fronte banche centrali: attese le riunioni di Bce, BoE e Fed. Tra i dati macro avremo i Pmi servizi finali di ottobre e gli ordinativi industriali tedeschi. Negli Usa attesi dati sul mercato del lavoro di ottobre.

Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono scesi su tutta la curva sulla scia del calo dei listini azionari. Il differenziale sul 2-10 anni è leggermente sceso a 194 pb da 196, mentre lo spread sul decennale Italia-Germania è salito a 84 pb da 82. Il dato sui prezzi al consumo preliminare di ottobre ha registrato un tendenziale pari a -0,1% da -0,3%. Continua a peggiorare il mercato del lavoro col tasso di disoccupazione salito a 9,7% da 9,6%. In Germania l’associazione degli industriali ha dichiarato di essere contraria al taglio delle tasse annunciato dalla Merkel, ritenendo più importante controllare il deficit. Oggi in area euro non avremo dati di rilievo, mentre gli operatori resteranno in attesa dell’apertura dei mercati statunitensi. Sul decennale il supporto passa per 3,22% e 3,16%.

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Negli Usa tassi di mercato in calo sulla scia della chiusura fortemente in negativo degli indici azionari. Su base settimanale l’indice S&P500 è risultato in calo del 4%, il peggior risultato settimanale da metà maggio. Sui mercati azionari ha pesato il calo della spesa personale di settembre. Si tratta in verità di un dato risultato comunque in linea con le attese, visto che era ampiamente noto l’impatto negativo del venir meno dell’effetto piano di rottamazione auto, esaurito già ad agosto. Stando ai primi dati forniti da Ford, già ad ottobre si sarebbe registrato un aumento delle vendite di auto.

Sulle vendite in borsa hanno probabilmente inciso anche le prese di profitto da parte di diversi operatori tra cui i fondi comuni Usa, che in larga misura chiudono il loro anno fiscale ad ottobre. Nel corso del week end è arrivata la notizia della richiesta di amministrazione controllata da parte della centenaria banca Usa CIT, specializzata nel credito alle piccole e medie imprese. Si tratta della quinta maggior bancarotta mai avvenuta. Nella richiesta avanzata dalla banca emergono attività per 71Mld$. La banca aveva beneficiato di aiuti pubblici per 2,3Mld$.

In settimana è attesa le decisione della Fed: scontato il mantenimento dei tassi fermi. Possibile invece un mutamento nel tenore del linguaggio del comunicato, nella parte in cui si fa esplicito riferimento all’impegno al mantenimento dei tassi fermi per un periodo esteso di tempo.

Valute: Dollaro in apprezzamento vs. Euro in linea con il calo dei mercati azionari che potrebbero ancora rappresentare il driver principale nel corso della settimana. Nel breve supporto a quota 1,4675. Prosegue l’apprezzamento dello Yen sulla scia delle tensioni create dalla vicenda CIT. L’apprezzamento è in parte rientrato dopo che il Pmi cinese è salito da ottobre ai massimi da 18 mesi. Verso Euro il cross trova i livelli di supporto a 131 e 129,60. Verso Dollaro i supporti si collocano a 89,20 e 88. Secondo i dati del CFTC gli speculatori hanno continuato a ridurre le posizioni rialziste sullo Yen vs Dollaro, portandole ai minimi da 9 settimane.

Materie Prime: giornata negativa per le materie prime penalizzate dall’aumento dell’avversione al rischio tra gli operatori. Tra gli energetici forte calo per il greggio Wti (-3,6%), male pure i metalli industriali guidati dal rame (-2,8%). Tra i preziosi lieve calo per l’oro (-0,6%), forte calo dell’argento (-2,4%). Tra gli agricoli in forte calo il mais (-3,6%) ed il grano (-1,9%).

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