ECCO LE PRIME 500 SOCIETA’ AL MONDO

8 Luglio 2009, di Redazione Wall Street Italia

Royal Dutch Shell è la prima azienda del mondo secondo la classifica di Fortune sulle maggiori società del mondo. Il colosso olandese ha registrato ricavi in crescita del 28% rispetto all’anno scorso grazie ai forti rialzi messi a segno dal petrolio. Questo le ha permesso di superare la rivale americana Exxon Mobil (che resta al secondo gradino del podio) e Wal-Mart, che nel 2008 era prima ma arretra al terzo posto. il colosso della grande distribuzione organizzata

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Prima tra le italiane si conferma Eni. Il cane a sei zampe si piazza al 17esimo posto in classifica, recuperando ben dieci posizioni. Conferma anche per Generali che però perde posizioni passando dalla 34esima posizione del 2008 alla 47esima del 2009. Il gruppo UniCredit, nonostante la crisi finanziaria, ha visto i suoi ricavi aumentare del 22% nel 2008. Grazie a questa performance ha scalato diverse posizioni, passando dalla 77esima alla 58esima.

Ricavi in crescita e migliori piazzamenti anche per Enel e Fiat. Il gruppo guidato da Fulvio Conti passa dalla 109esimo posto al 62esimo, mentre l’azienda torinese ha raggiunto il 64esimo gradino dal 71esimo del 2008. Avanza anche Intesa San Paolo (dalla 144esima posizione del 2008 passa alla 137esima). Arretra di sei punti invece Telecom Italia (al 166esimo posto). Le altre tre società italiane in classifica sono Poste Italiane (che sale dalla 348esima posizione alla 339esima), Finmeccanica (dalla 428esima alla 399esima) e Premafin Finanziaria (che scende al 492esimo posto dal 467esimo del 2008).

Sulla classifica 2009 di Fortune è forte l’impatto della crisi globale. Un impatto che si percepisce scorrendo la top 20 delle aziende che hanno perso di più. A guidare questa poco lusinghiera classifica è l’americana Fannie Mae. Il colosso parastatale dei mutui immobiliari, salvata dal crac grazie ai soldi dei contribuenti americani governo americano, nel 2008 ha fatto registrare perdite colossali (intorno ai 58 miliardi di dollari) a causa della crisi dei mutui subprime. Al secondo posto c’è la britannica Royal Bank of Scotland che nel 2008 ha registrato la peggior perdita nei 300 anni della sua storia (43miliardi di dollari). La conseguenza più pesante del crollo dei mercati sofferta dall’economia reale si è fatta sentire soprattutto nell’industria automobilistica, che oggi deve affrontare una pesante ristrutturazione. Non è quindi una sorpresa se la terza società a perdere di più sia l’americana General Motors. Il colosso di Detroit, finita in chapter 11 (la procedura di amministrazione controllata) è oggi alle prese con la vendita di pezzi della sua collezione come la tedesca Opel. Nel 2008 ha perso oltre 30 miliardi di dollari. facendola scendere dal nono posto nella classifica 2008 all’attuale 18esima posizione.

Per l’industria dell’auto è un vero terremoto. La crisi ne ha cambiato la geografia economica. Toyota, che guida la classifica settoriale, è al decimo posto assoluto, seguita da Volkswagen (al 14esimo), Ford (al 18esimo), mentre al 23.esimo un’altra grande tedesca: Daimler. Honda è alla posizione 51 mentre, come accennato, 64.esimo posto c’è l’italiana Fiat.

Anche l’assetto dell’industria tecnologia è stato modificato dalla crisi: la classifica fortune 500 vede sempre al primo posto General Electric stabile al 12.esimo posto assoluto. Al terzo posto nel settore spicca Siemens (che passa dalla 37esima alla 30esima posizione). Al secondo (primo in quello relativo all’Information technolgy) c’è Hp che però da quota 41 balza al 32esimo posto. Samsung arretra passando dal 38.esimo posto al 40esimo mentre la rivale Sony. Scende da 75 a 81. Nokia è invece salita: dall’88 posto all’85.esimo. Microsoft scala posizioni passando da quota 136 a quota 107. Apple segna un notevole incremento passando da una quota 337 a 253. Google è invece al 423.esimo posto

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