ECCO LE AZIONI
CHE TENGONO
DAI MASSIMI

13 Agosto 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
L’implosione dei mutui subprime statunitensi scuote dalle fondamenta il sistema finanziario. Nelle ultime due sedute di Borsa la capitalizzazione delle piazze europee si è contratta di circa 410 miliardi, una trentina dei quali sono svaniti a Piazza Affari. Il Mibtel ha chiuso a quota 30.418, in calo dell’11,49% da venerdì 18 maggio, quando aveva toccato i 34.369 punti che segnano i massimi degli ultimi sette anni.

Da dove ripartire? In un simile scenario è difficile trovare ritrovare ottimismo. Nonostante la Borsa italiana sia tornata ai livelli di ottobre, una piccola pattuglia di azioni mostra comunque, pur nella ritirata generale, un’invidiabile capacità di resistenza. Secondo gli analisti, sono proprio questi i titoli su cui si può puntare in attesa che torni il sereno.

Nel paniere del Mibtel, dal 18 maggio alla chiusura di venerdì scorso, sono 138 i titoli che hanno fatto meglio dell’indice, mentre altri 152 hanno perso più del mercato. Appena 35 azioni, però, sono ancora in positivo dalla seduta di tre mesi or sono che fece segnare i massimi di Borsa. È significativo che tra esse non si trovi nemmeno un titolo bancario e appena un assicurativo (Cattolica Assicurazioni, che segna +0,73%). Nella lista delle azioni che tengono duro ci sono solo titoli industriali a capitalizzazione medio-bassa e un’utility del gas.

Come mostra la tabella, elaborata dall’Ufficio studi del «Sole-24 Ore», le 10 migliori azioni in termini di performance dal 18 maggio vedono in vetta i titoli Risparmio convertibili di Saipem, che possono vantare ancora un ragguardevole rialzo del 26,54%, quasi tre volte il progresso delle ordinarie che, pur entrando nella «top ten» al settimo posto, fermano i progressi al 9,79 per cento. Appena quattro altre azioni possono vantare ancora una crescita a due cifre nelle ultime 12 settimane: sonoi titoli Acotel (+21,14%), Ducati Motor Holding (+18,09%), Dada (+15,46%) e Granitifiandre (+12,81%). L’elenco vede seguire le Risparmio non convertibili di Danieli (+8,68%) e le ordinarie di Targetti Sankey (+8,36%), Basic Net (+7,19%) e It Holding (+6,72%).

Alla base di questa invidiabile capacità di resistenza ci sono, come mostra la tabella, ottimi fondamentali, con un’alta remunerazione del capitale. Tant’è vero che il consenso degli analisti resta particolarmente positivo sulla distanza dei 75 giorni, in particolare su Granitifiandre, Danieli e IT Holding, sulle quali la media delle opinioni si rivela favorevole all’acquisto, mentre per Dada e Saipem l’indicazione è di accumulare i titoli in portafoglio.

Per contro, dal 18 maggio a oggi la lista dei 10 titoli peggiori è composta da Elica (-29,03%), Aedes (-30,53%), Montefibre (-30,99%), Acque Potabili (-34,02%), Ciccolella (-35,55%), Class Editori (-35,67%), Snia (-35,84%), Mediterranea delle Acque (-36,37%), Cell Therapeutics (-37,20%) e, su tutti, Banca Italease (-62,15%). Su questo fronte i fattori che hanno pesato sono indubbiamente diversi: lo scoppio della bolla immobiliare, in modo diretto (per Aedes) o indiretto (Elica), ma anche situazioni di difficoltà aziendale (Cell Therapeutics), quando non di sfiducia seguita a operazioni quanto meno poco trasparenti (Banca Italease).

«Giovedì e venerdì scorsi l’incertezza si è trasformata in panico», ha detto Marco Annunziata, capo economista di Hvb – UniCredit Markets & Investment Banking. Ma le tensioni non si risolveranno d’incanto: la sola via d’uscita passa ancora per gli Stati Uniti. Solo se gli Usa avranno la capacità (ma anche la volontà) di risolvere presto e in modo duraturo quello che ormai non è più solo un doppio ma un triplo deficit (di budget federale, di partite correnti, ma anche di indebitamento delle famiglie), come ha spiegato a Chicago il 7 agosto David M. Walker, presidente del Gao, la «Corte dei Conti» Usa, la finanza globale tornerà a rasserenarsi.

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