«ECCO I SEGRETI
DEL MIO SUCCESSO»

4 Ottobre 2005, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) – Quasi 100 miliardi di dollari su un palcoscenico, quello del Lied Center for Performing Arts di Lincoln, Nebraska. Dove venerdì scorso sono saliti e hanno parlato i due uomini più ricchi del mondo: il fondatore di Microsoft Bill Gates, 51 miliardi di dollari e il suo amico e compagno di bridge, guru degli investimenti, Warren Buffett, 40 miliardi di dollari secondo l’ultima classifica pubblicata da Forbes. Ad ascoltarli c’erano 2 mila studenti del College of Business Administration dell’università del Nebraska a Lincoln, dove Buffett si laureò nel 1950, mentre Gates non ha mai finito il college. C’era anche CorrierEconomia.

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In 100 ragazze e ragazzi hanno potuto far domande per un’ora, chiedendo alla coppia miliardaria di tutto, dai ricordi universitari (per Buffett «una grande esperienza») ai consigli per gli investimenti. «Quali sono le migliori lezioni d’investimento ricevute?», ha chiesto uno studente. «Il libro che ha cambiato di 180 gradi la mia vita di investitore l’ho letto a 18 anni – ha risposto Buffett -. Era appena uscito, “Intelligent Investing” di Ben Graham. I tre punti più importanti sono: vedere un’azione come un pezzo di un business e non come una notizia di giornali o qualcosa di cui si parla, oggi per esempio, alla tv finanziaria CNBC. In secondo luogo, a proposito di come reagire ai saliscendi, ricordarsi che il mercato è lì per servire te e non sei tu che devi seguire il mercato.

In terzo luogo, il principio del “value investing”, cioè investire in un business che è sottovalutato, è molto importante perché non si sa mai qual è il margine di sicurezza rispetto alle perdite potenziali, se le cose vanno male».
È infatti l’aver seguito questi principi che spiega il successo straordinario dell’Oracolo di Omaha, la cittadina del Nebraska (a un’ora di auto da Lincoln) dove ha il quartier generale la holding di partecipazioni Berkshire Hathaway di Buffett, quotata alla Borsa di New York (BRKa). Nei 40 anni durante i quali Buffett l’ha gestita, ha reso agli azionisti il 22% di rendimento annuo composto, una performance senza eguali – per valore e per durata – a Wall Street e in tutto il mondo degli investimenti.

«A chi guarda per consigli e idee nuove?», ha incalzato un altro studente. «A me stesso – ha risposto ridendo Buffett -. A parte gli scherzi, bisogna pensare in modo indipendente, soprattutto nel mondo degli investimenti, dove le decisioni non sono mai brillanti se frutto del pensiero comune, della maggioranza».

Anticipando mosse che altri investitori hanno intrapeso molto dopo, Buffett negli ultimi anni ha per esempio diversificato su valute estere e puntato sul petrolio. È dalla primavera del 2002 che ha deciso che il biglietto verde era destinato al declino, perché l’eccesso di indebitamento dell’America – il crescente deficit commerciale, della bilancia dei pagamenti e del bilancio federale – prima o poi non potranno più essere finanziati dai sottoscrittori esteri di Treasury bond. E quando gli stranieri si stuferanno di accumulare montagne di T-bond, secondo Buffett il dollaro potrà vivere una crisi dolorosa.

Non essendo cambiate le motivazioni di fondo della debolezza del biglietto verde, la Berkshire Hathaway continua a tenere aperte le sue posizioni a favore di altre valute, anche se dall’inizio dell’anno il dollaro si è rivalutando, causando quasi un miliardo di perdite sul suo bilancio nella prima metà dell’anno. Ma nei due anni precedenti i guadagni erano stati di 2 miliardi di dollari. E la correttezza dell’altra scommessa di lungo termine di Buffett, quella sul business energetico, è stata confermata recentemente dalla crisi di produzione e di distribuzione scatenata dall’uragano Katrina. Al di là degli eventi contingenti, secondo Buffett il business energetico avrà rendimenti attraenti a lungo termine, nei prossimi dieci o 20 o 50 anni.

«La globalizzazione danneggerà un sacco di business, soprattutto i piccoli?», ha chiesto preoccupata una studentessa piccola imprenditrice. «No – ha rassicurato Buffett -. Se dai ai tuoi clienti quello che vogliono, a un prezzo sensato, puoi ottenere un grande successo anche partendo da un piccolo business e anche oggi con la globalizzazione. Guarda che cosa ha fatto Sam Warton con Wal-Mart partendo da un negozio. Certo, non devi essere in un business manifatturiero come il tessile, con un alto contenuto di costo del lavoro. Questo resta comunque un fantastico Paese per le opportunità di business».

Molto critico sull’attuale politica economica e fiscale dell’amministrazione Bush, Buffett ha ribadito di fronte agli studenti che non condivide i tagli alle tasse, compresi quelli alla tassazione dei dividendi azionari (che peraltro la Berkshire non distribuisce mai), nè l’idea di abolire le tasse di successione: «Credo che l’idea di dinastie patrimoniali sia non-americana». Ma nonostante questo l’Oracolo continua a dichiararsi ottimista sul futuro dell’America e a fare progetti e a guardare avanti come fosse un ventenne, e non un maturo signore che ha compiuto 75 anni lo scorso agosto.
«Che cosa vorrei fare fra dieci anni? – ha risposto a uno studente che glielo ha chiesto -. Andare a lavorare tutti i giorni come faccio adesso, perche mi piace».
Il segreto della longevità del guru finanziario più famoso del mondo è proprio la passione per il proprio lavoro. E agli studenti ha consigliato di avere lo stesso atteggiamento: non arrovellarsi nell’azzeccare la speculazione giusta nel momento giusto di Borsa, ma «investire innanzitutto su se stessi, perché tu sei il più importante patrimonio».

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