ECCO I PAPERONI
DI PIAZZA AFFARI

13 Agosto 2004, di Redazione Wall Street Italia

Il più ricco della Borsa? Silvio Berlusconi e chi sennò. Il premier si conferma anche per il 2004 il «Paperon de Paperoni» dei listini con 6.116 milioni di capitalizzazione di borsa: un valore che arriva a 7.221 milioni considerando anche le quote dei due figli Marina e Piersilvio in Mediaset, Mondadori, Mediolanum e in altre piccole partecipazioni. Un primato quello di Berlusconi non solo che si consolida ma che cresce. Rispetto ad un anno fa la quota di ricchezza borsistica personale del presidente del Consiglio è infatti aumentata del 12% contro l’ 8% della borsa italiana.

LA CLASSIFICA – È quanto risulta dalla classifica stilata dal settimanale Milano Finanza valorizzando ai prezzi attuali le quote detenute direttamente nelle loro holding dalle 375 famiglie che controllano le società quotate (e che complessivamente valgono
56 miliardi di euro). La quota complessiva di Silvio Berlusconi e della famiglia si divide quest’anno infatti in quella di diretto possesso del presidente del Consiglio, pari a 6.116
milioni, e le quote paritetiche dei figli Marina e Piersilvio (552 milioni ciascuno), frutto della recente ristrutturazione delle holding di famiglia cui fa capo il capitale di Fininvest.

IL CLUB DEI MILIARDARI – Dietro ai Berlusconi, il secondo posto in classifica è dei quattro fratelli Benetton, riuniti nella holding Edizione, che controlla una ricchezza borsistica di 6.678 milioni di euro derivante dalle partecipazioni in Benetton group, Autostrade, Autogrill, Pirelli, Telecom Italia (tramite Olimpia) e Caltagirone editore. Terza piazza per Ernesto Bertarelli, che con la Serono, quotata in Svizzera, vanta 4.729 milioni di capitalizzazione familiare, in discesa del 13% rispetto all’ anno in cui ha vinto la Coppa America. In crescita invece (+15%) la quota di Leonardo Del Vecchio: Luxottica e Beni Stabili valgono per la sua famiglia
4.565 milioni di euro. Al quinto posto, con un balzo del 47% rispetto ad un anno prima, la famiglia Rocca (Tenaris, Sirti) con 2,47 miliardi di euro di valore, seguita dalla new entry Francesco Gaetano Caltagirone, che grazie agli investimenti in
Mps e Bnl vanta una capitalizzazione personale di 1.5 miliardi
di euro. Chiudono il club degli 11 miliardari (i nuclei che vantano
una ricchezza personale superiore a 1.000 milioni di euro)
Marcellino Gavio (Autostrade To-Mi e Sias e altre minori, 1,44
miliardi), le famiglie Boroli-Drago (Lottomatica e Capitalia,
1,3 miliardi), Ennio Doris (1,18 miliardi), Roman Zaleski (1,1
miliardi) e i due fratelli Nicola e Paolo Bulgari (1,1 miliardi). Tra i grandi capitani d’ industria, i Merloni sono al 12esimo posto con 972 milioni, le famiglie Agnelli tutte assieme pesano 602 milioni (17esimo posto), Carlo De Benedetti è al 34esimo posto con 266 milioni e Marco Tronchetti Provera, con 107 milioni di euro frutto della partecipazione in Camfin, il vertice della sua filiera, è al 69esimo posto.

LO STATO «PADRONE» – Gli stranieri vedono in classifica Vincent Bollorè con le quote in Mediobanca e Rcs Group, al 22esimo posto con 391 milioni, mentre il Vaticano vale 147 milioni di euro e Gheddafi attraverso le varie finanziarie libiche vale 300 milioni. Ma il vero padrone di piazza Affari continua ad essere lo Stato: 54 miliardi di euro vale infatti la quota direttamente posseduta in società quotate dal ministero del Tesoro, dalla Cassa depositi e prestiti, da Bankitalia e dagli enti locali e previdenziali. Dal canto loro, le Fondazioni invece detengono partecipazioni per lo più bancarie che valgono 20,7 miliardi di euro, un valore pari a quello detenuto a piazza Affari dai fondi comuni di investimento e le Sicav italiane.

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