ECCO I NUOVI PIDUISTI

5 Giugno 2007, di Redazione Wall Street Italia

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(WSI) –
Nel ritorno della P2 il linguaggio è quello dei «pizzi», degli «intrallazzi» e delle «questioncelle». Un «comitato d’affari» dedito a succhiare soldi e influenzare la pubblica amministrazione, elargendo tangenti, investendo nei porti delle più grandi città di mare, nell’acqua, nel gas, puntando a piazzare impianti nell’industria energetica. Ma per le «questioncelle» servono entrature. E soprattutto «fratelli massoni», magari «all’orecchio», se possibile nei partiti e negli alti gradi dell’Arma.

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E’ questo lo scenario delineato dall’ultima inchiesta del pm anglo-napoletano Henry John Woodcock, che ieri ha disposto ben 28 perquisizioni in tutta Italia, iscrivendo 24 persone nel registro degli indagati. L’accusa: associazione per delinquere e appartenenza a logge massoniche coperte. Non mancano vecchi piduisti, come il 72enne Emo Danesi, ex parlamentare Dc. Oppure Mauro Lazzeri, ex P2 e dirigente dell’Udc di Livorno. E ancora: Giampiero Del Gamba, vecchia tessera «L-863».

Tra gli indagati spiccano personaggi importanti della politica odierna, come Paolo Togni, ex capo di gabinetto del ministero dell’Ambiente, con l’ex ministro Altero Matteoli. E uomini influenti come Valerio Bitetto, ex amministratore Enel, ora amministratore della Tecnoplan, azienda che s’occupa d’ingegneria energetica. Oltre due logge massoniche, quella di Scalea (Calabria) e la «Giuseppe Colorano 19» di Potenza, è stata perquisita anche la sede Udc di Livorno.

L’accusa parla di una «inquietante commistione tra massoneria, affari, politica e apparati pubblici di ogni specie». Un’associazione guidata da sei promotori, «una struttura», anzi, «più strutture», che operavano su tutto il territorio nazionale e anche all’estero, dedita in particolare agli affari della «pubblica amministrazione, turbandone l’imparzialità e il buon andamento». Nell’inchiesta spunta anche l’Opus Dei, interessata, a quanto pare, all’affare della costruzione del porto di Genova.

Tra gli elementi di spicco dell’organizzazione c’è proprio Lazzeri, ritenuto maestro di una loggia che aveva sede nella sezione Udc di Livorno, che con Gionata Bertuccelli, ad esempio, parla di «Pizzo» e di «ritorno al partito», lasciando intendere un probabile finanziamento occulto. Ma si tentano affari ovunque. Nel settore dell’energia, per esempio, provando a piazzare un impianto energetico. Un affare nel quale è coinvolto Bitetto, che ritiene necessario l’intervento di Togni, uomo del ministero. E Togni a quanto pare è disponibile a dare una mano. Si tratterebbe solo di contattarlo e stabilire modi e tempi. Si tenta di sfruttare nuove sorgenti di acqua minerale, come nel caso di Mariano Gangemi e Gionata Beruccelli, che avrebbe individuato una fonte, e per l’occasione sembrano pronti a pagare tangenti alla politica.

E ancora: si tentano infiltrazioni nell’Arma dei carabinieri. E sembra esserci un generale ben disposto a partecipare: si tratta di Carlo Mori, che nel frattempo, punta a grossi incarichi al ministero dell’Interno. E per finire, la presunta associazione massonica, tenta di infiltrarsi all’interno dei partiti. Alcuni millantano rapporti con il presidente dell’Udc Pierferdinando Casini, altri tentano di infiltrarsi in Forza Italia, per la precisione sfruttando i «circoli della libertà» e un collegamento con l’avvocato Carlo Taormina (che non risulta indagato). Sono queste le prime «questionecelle», i «pizzi» e gli «intrallazzi», della nuova P2 scoperta dalla procura di Potenza. Ma a quanto pare siamo solo agli inizi, sono solo i primi scenari, e gli sviluppi dell’inchiesta potrebbero essere ben più ampi e devastanti.

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