ECCO I FONDI
CON ALTI GUADAGNI
MA ALTI RISCHI

di Redazione Wall Street Italia
1 Settembre 2005 16:56

*Sara Silano è Caporedattore di Morningstar in Italia. Il contenuto di questo articolo esprime il pensiero dell’ autore e non necessariamente rappresenta la linea editoriale di Wall Street Italia, che rimane autonoma e indipendente.

(WSI) – Sull’economia indonesiana l’uragano Katrina si è abbattuto con tutta la sua forza devastante, facendola precipitare sull’orlo di una crisi finanziaria e valutaria, a causa dell’impennata dei prezzi del petrolio. Pesante l’impatto sul Fidelity Funds-Indonesia, unico fondo specializzati sul Paese distribuito in Italia, che ha lasciato sul terreno quasi il 7% in pochi giorni per poi ridurre la perdita dopo le misure d’emergenza varate dalle autorità di Giakarta. Diversa la storia dell’Abn Amro Russia equity, che nell’ultima settimana ha guadagnato oltre il 2% a dispetto delle deboli performance dei mercati internazionali (-0,5% l’indice Msci World), beneficiando del record del greggio che ha spinto al rialzo i titoli energetici di cui è ricca la Borsa di Mosca.

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Sono le due facce dei fondi azionari Paese, il rischio e il rendimento. Certo, la performance di una settimana è poco significativa, dal momento che l’orizzonte temporale di questi strumenti è di lungo periodo, ma se ampliamo lo sguardo, i motivi per esserne attratti non mancano. Quattro dei dieci migliori fondi a tre anni investono su una singola nazione (due in India, uno in Austria e uno in Russia) e hanno ottenuto ritorni superiori al 100%, battendo le categorie di appartenenza. In tutti i casi, però, il prezzo da pagare è una volatilità dei rendimenti (deviazione standard) più elevata della media.

A luglio, i fondi Paese promossi da intermediari italiani hanno raccolto 9,2 milioni di euro a fronte di un saldo degli azionari negativo per 735 milioni. Nonostante da inizio anno siano prevalsi i riscatti, il dato indica un risveglio di interesse per questi prodotti, confermato anche dalle statistiche sui flussi netti dei fondi esteri che investono in Borsa (+194 milioni per gli Azionari Paese su un totale di 795,7 milioni nel primo trimestre). Molti i motivi alla base della scelta, dalle elevate performance alla vasta eco data dai mass media allo sviluppo economico di nazioni come la Cina o l’India.

Il rinnovato interesse non è solo un fenomeno italiano. Negli Stati Uniti, di fronte alla crescente moda dei fondi Paese, gli analisti di Morningstar hanno invitato alla cautela, mostrando preoccupazione per un uso non “saggio” di tali strumenti. “Prima di tutto, è sempre pericoloso inseguire le performance”, dice William Samuel Rocco. “Inoltre, questi fondi sono soggetti a tutti i tipi di rischi, da quello geografico a quello settoriale. Infine, sono difficili da impiegare validamente all’interno di un portafoglio”.

E’ emblematico il caso dei fondi specializzati sulla Cina, tanto popolari quanto complicati. Questi strumenti comprendono cinque differenti tipi di titoli: società quotate sulla Borsa di Hong Kong, la più efficiente del Paese, aziende dell’isola che realizzano gran parte degli affari nella Cina continentale, azioni di tipo H e red chips (aziende in mano pubblica o, comunque, partecipate dallo Stato, quotate ad Hong Kong) e imprese negoziate sui listini di Shanghai o Shenzen. Inoltre, ci sono fondi che investono in società che hanno sede a Taiwan, ma fanno business principalmente nell’ex celeste impero.

Questi strumenti sono soggetti a una molteplicità di rischi, dalle carenze nella pianificazione economica, al fallimento delle riforme per rendere più trasparenti i mercati finanziari, al crescente clima anti-cinese negli Stati Uniti o alle misure protezioniste dell’Europa. Tutti fattori che aumentano la volatilità dei rendimenti.

I rischi politici ed economici riguardano tutti i mercati emergenti, ma esistono criticità dei fondi Paese comuni anche a quelli che investono in aree sviluppate. E’ il caso, ad esempio, della concentrazione settoriale: in Italia si ha una sovraesposizione ai comparti finanziario ed energetico e una sottoesposizione ai tecnologici, il cui peso è marginale a Piazza Affari, contrariamente a quanto accade in Svezia, dove la principale componente del listino di Borsa è l’hardware.

E’ vero che i fondi Paese sono l’unico strumento per cavalcare trend specifici di una determinata nazione, come nel caso dello sviluppo economico e demografico cinese, tuttavia non sono adatti a tutti gli investitori. “Possono essere appropriati in un portafoglio molto diversificato”, dice Rocco, a patto di conoscere ed essere convinti delle potenzialità di quel particolare mercato e di avere un profilo di rischio elevato. Prima di acquistarli, inoltre, è bene verificare la propria allocazione geografica, per evitare di essere eccessivamente esposti a una determinata area: un Azionario Europa, ad esempio, è investito per circa il 30% nel Regno Unito e l’inserimento di un fondo specializzato sulla Borsa di Londra può rendere il portafoglio squilibrato verso quel mercato.

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