ECCO COME BILL GROSS HA CAMBIATO IL PORTAFOGLIO

24 Novembre 2009, di Redazione Wall Street Italia

(WSI) – Tassi di interesse: in area Euro i tassi di mercato sono saliti su tutta la curva, lasciando il differenziale 2-10 anni intorno ai 192 pb. Scende sotto i 170 pb lo spread sul decennale Italia-Germania. Sul fronte macro gli indici Pmi manifatturiero e servizi dell’area Euro continuano a rimanere sopra la soglia dei 50. Il Pil tedesco del 3° trimestre finale ha confermato il rialzo del preliminare, evidenziando un recupero degli investimenti, una debolezza delle esportazioni mentre scendono i consumi privati, a conferma di come le famiglie continuano ad essere penalizzate dalla debolezza del mercato del lavoro.

Trichet ieri in suo intervento ha dichiarato che non sono state ancora prese decisioni in merito all’asta di dicembre, ribadendo ancora una volta l’importanza del Dollaro forte per gli Stati Uniti. Oggi l’attenzione sarà rivolta alla pubblicazione dell’indice Ifo ed ai dati statunitensi. Negli Usa i tassi di mercato poco variati in una giornata caratterizzata dall’emissione record di 44Mld$ di bond governativi a 2 anni. Il rapporto bid-to-cover è stato pari a 3,16, superiore alla media di 2,92 delle ultime 10 aste ma inferiore al 3,63 dell’ultima asta. Comunque la domanda è stata buona ed i titoli sono stati collocati allo 0,802%, livello più basso di sempre.

Intanto Bill Gross, gestore di Pimco, ad ottobre ha incrementato la propria allocazione in Treausury al 63% dal 48% di settembre, portandola ai massimi dal luglio 2004. Contemporaneamente ha ridotto le posizioni sugli asset con i mutui come collaterale portandole ai minimi dal maggio 2004 (16%). Un articolo di Bloomberg News segnala che, secondo fonti anonime, la Federal Reserve ha richiesto alle nove banche Usa che hanno preso parte agli stress test, di presentare dei piani nel quale indicare le modalità ed i tempi per restituire il capitale del governo ottenuto tramite il piano Tarp. Nel complesso le nove banche hanno ricevuto 142Mld$ di fondi. Tra le principali che devono ancora restituirli figurano Bank of America, Citigroup e Wells Fargo.

Le borse hanno chiuso positive favorite dal fortissimo rialzo delle vendite di case esistenti (+10,1% m/m) ad ottobre. Oggi sono attesi vari dati macro tra i quali segnaliamo la seconda lettura del Pil del terzo trimestre (prevista una revisione al ribasso dalla prima) e la fiducia dei consumatori di novembre. Sul decennale il supporto si colloca al 3,30%. Segnaliamo infine che ieri il Fmi ha avvertito circa gli elevati rischi per la crescita derivanti dall’implementazione troppo anticipata delle exit strategy. Secondo Strauss Kahn i programmi di stimolo fiscale e monetario non dovrebbero essere interrotti troppo presto.

Valute: Euro/Dollaro in ancora in trading range. Il cross ieri ha tentato un altro attacco alla resistenza 1,50, ma ancora una volta l’offensiva non ha avuto successo. Il cross questa mattina si colloca a 1,49, sulla scia dei ribassi delle borse asiatiche. Anche per oggi i livelli di resistenza si collocano a 1,50 e 1,5060, il supporto in area 1,48. Dopo il deprezzamento di ieri, lo Yen si è apprezzato durante la notte sulla scia del ribasso delle borse asiatiche. In Giappone i listini sono in calo su timori che le banche giapponesi siano costrette a raccogliere fondi per rafforzare il proprio capitale (un report dell’agenzia di rating S&P ha indicato che molte banche giapponesi sono tra le meno capitalizzate al mondo. Tra le peggiori anche Citigroup e UBS). Verso Dollaro confermiamo l’importante livello di supporto in area 88, sebbene ve ne sia uno intermedio a 88,58.

Materie Prime: tra gli energetici in rialzo il gasolio (+3,1%) ed il gas naturale (+1,1%). Leggermente positivo il greggio Wti (+0,1%).Tra i metalli industriali prosegue la corsa del rame (+1,5%) salito ai massimi da 14 mesi grazie ai buoni dati immobiliari Usa. Le scorte al Lme continuano però a salire, così come in Cina. In calo il prezzo dell’alluminio (-1,2%). Tra i preziosi nuovo record dell’oro salito fino a un massimo di 1174$/oncia sul contratto con scadenza più ravvicinata. Ieri la banca centrale russa ha annunciato di aver aumentato del 2,6% l’ammontare di oro detenuto nel mese di ottobre. Tra gli agricoli deboli zucchero (-1,5%) e mais (-1%).

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