ECCO CINQUE BLUE CHIP
A PROVA DI ORSO

23 Aprile 2008, di Redazione Wall Street Italia

*Pierpaolo Scandurra è Managing Director di www.certificatiederivati.it. I suoi commenti non implicano responsabilita’ alcuna per Wall Street Italia, che notoriamente non svolge alcuna attivita’ di trading e pubblica tali indicazioni a puro scopo informativo. Si prega di leggere, a questo proposito, il disclaimer ufficiale di WSI.

(WSI) – Due delle strutture più diffuse ed apprezzate dagli investitori per cinque big del listino azionario milanese. Così si presenta la nuova emissione di cinque Equity Protection Cap e cinque Bonus Cap che Societè Gènèrale porta al Sedex per investire sui titoli UniCredit, Fiat, Eni, Generali ed Enel. Con i primi cinque certificati, che hanno iniziato a quotare lunedì 21 aprile, verrà garantito al termine dei due anni di durata il ritorno di almeno il 95% del capitale nominale in caso di ribasso del mercato mentre l’eventuale rialzo verrà riconosciuto integralmente fino ad un massimo del 25% ( il livello Cap bloccherà il rendimento annualizzato a poco più del 12%).

Con i cinque Bonus, che verranno ammessi alle negoziazioni in un secondo momento, dopo tre anni si tornerà in possesso del capitale nominale maggiorato di un premio fisso del 25% ( per il certificato su Generali) o del 50% ( per l’emissione su UniCredit) se nel corso dei 36 mesi non si sarà mai verificata per il titolo sottostante al certificato una discesa del 50% dai livelli iniziali fissati sulla base del prezzo di riferimento del giorno di emissione (il 14 aprile).

Ma vediamo più in dettaglio le diverse opzioni offerte a chi volesse investire su Enel ed Eni. Per puntare sul colosso dell’energia nazionale senza assumersi rischi, l’emittente francese rende disponibile un Equity Protection che l’8 aprile 2010 restituirà almeno 95 euro sui 100 nominali se il titolo si troverà a scadenza al di sotto dei 7,015 euro. Al di sopra invece il certificato rifletterà in toto il rialzo fino ad un livello massimo di 8,76 euro ( corrispondenti ai 125 euro sul certificato).

L’investitore meno timoroso, accettando un rischio maggiore di perdita, potrà invece mirare ad ottenere dopo tre anni un rendimento prestabilito massimo del 30% ( slegato quindi dalla reale variazione del titolo), se Enel non toccherà mai i 3,5075 euro, un livello mai visto dal titolo guidato da Fulvio Conti. Solo se si verificherà una discesa di simili proporzioni il certificato perderà l’opzione Bonus e si trasformerà in un semplice clone a replica lineare del titolo sottostante, esponendo così l’investimento ad un concreto rischio di perdita. Ai fini della valutazione finale si consideri l’impatto negativo che produrranno i ricchi dividendi distribuiti dal titolo: il prossimo 23 giugno verrà staccato il saldo del dividendo 2007 , per un totale di 0,29 euro ad azione mentre, sempre rimanendo nell’anno, il prossimo 17 novembre potrebbe essere distribuito l’acconto sul dividendo 2008 pari a 0,20 euro ad azione.

Per chi invece fosse intenzionato a puntare su Eni, il titolo che più ha contribuito negli ultimi 5 anni alla crescita dell’indice S&P/MIB, SocGen propone un Equity Protection che a scadenza proteggerà il 95% del capitale nel caso in cui il titolo finisca al di sotto dei 21,75 euro e riconoscerà l’intera variazione positiva superiore ai 22,91 euro fino ad un tetto massimo di 28,63 euro. Oppure un Bonus Cap, che in assenza di evento barriera ( si verificherà solo se Eni toccherà almeno una volta il livello di 11,415 euro e provocherà l’estinzione dell’opzione Bonus) rimborserà a scadenza il capitale nominale maggiorato di un Bonus massimo del 30% ( si tenga presente che Eni è cresciuta negli ultimi 5 anni ad un tasso annualizzato del 12% al netto degli utili).

Oltre che all’impatto negativo dei dividendi, ( Eni distribuirà 0,70 euro ad azione il prossimo 19 maggio mentre il 20 ottobre potrebbe anticipare 0,65 euro a titolo di acconto del dividendo 2008) che come di consueto verranno utilizzati dall’emittente per la costruzione della struttura, ai fini della valutazione del prezzo tra la data di emissione e la scadenza si presti attenzione al Cap, applicato giocoforza per rendere più breve la durata delle dieci proposte.

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