Ecco Carney, un nuovo banchiere centrale

1 Luglio 2013, di Redazione Wall Street Italia

NEW YORK (WSI) – Inizia oggi con grandi aspettative la carriera di Mark Carney alla guida della Bank of England. Davanti al successore di Mervyn King, descritto come uno “statista dei tempi moderni”, una strada piena di insidie.

Lodato per il lavoro eterodosso svolto alla Bank of Canada, Carney – che secondo gli analisti rifugge da ogni etichetta – non puo’ essere bollato ne’ come colomba ne’ come falco.

Il suo obiettivo e’ quello di alimentare una crescita sostenuta, in un’economia che rimane altamente indebitata e che sta subendo gli effetti di una ripresa che favorisce troppo i servizi a discapito dell’attivita’ manifatturiera, mentre il governo preferisce spendere senza pensare all’impatto che avranno queste scelte a lungo termine.

Il ministro britannico delle Finanze George Osborne vorrebbe che Carney guidasse e lubrificasse il sistema finanziario con tutti i soldi possibili, in modo anche da prestare denaro alle Piccole e Medie Imprese. Carney ha intenzione di avverare i desideri del capo del Tesoro.

L’economia sta crescendo e anche se la ripresa e’ fragile sara’ impresa ostica convincere il consiglio di politica monetaria (MPC) a iniettare altra liquidit’a nel sistema. In particolare considerando che l’inflazione si trova ancora sopra il 2% e stara’ sopra la soglia limite fissata dal governo per diversi anni.

La domanda e’: riuscira’ con le sue indubbie capacita’ finanziarie a fare quegli “incantesimi” che richiede la sua missione, o si trovera’ piuttosto come il Mago di Oz, a muovere leve senza ottenere alcun risultato?

Una cosa e’ certa: Carney sara’ il primo straniero a guidare l’Istituto Centrale inglese nei suoi 318 anni di storia. Lo fara’ per i prossimi otto anni a partire da oggi.

Ex dirigente di Goldman Sachs, il 47enne Carney è stato selezionato fra una nutrita rosa di candidati “per la sua forte leadership e la grande esperienza internazionale di cui ha bisogno la Bank of England”, ha detto il cancelliere dello scacchiere, George Osborne.

Al di là delle frasi fatte, come scritto mesi fa da Sid Verma di Euromoney è lui il “nuovo statista dei tempi moderni“. Per almeno due motivi. Innanzitutto “rifugge da ogni etichetta, non essendo stato bollato come colomba o falco”. Il giornalista ricorda di quella volta quando, “appena assunta la guida della Banca centrale del Canada, tagliò i tassi appena un mese dopo la sua nomina; quando invece in Europa la Bce aveva inaugurato la stagione del rialzo dei tassi”.

E adesso? L’economista Kevin Daly di Goldman Sachs si aspetta che la sua stagione alla Bank of England sia a briglie sciolte. “Ha una reputazione da politico pragmatico e innovatore”, è la sua motivazione. “Rispetto a quanto fatto da Mervyn King, Carney potrebbe essere favorevole a nuove forme di Quantitative Easing“.

Ma non solo. L’uomo nuovo della BoE non ha intenzione neanche di fare sue le indicazioni della Federal Reserve. Mentre Ben Bernanke ha stabilito che fino al 2015 i tassi resteranno bassi in America, Carney dal Canada nell’aprile 2009 ha continuato a porre l’accento sul mandato della Banca centrale: tenere sotto controllo l’inflazione, usando un linguaggio che secondo l’economista Michael Woodford ha creato aspettative su quello che sarebbe accaduto in futuro. In poche parole: ha anticipato i tempi, giocando la carta della fiducia.