ECCLESTONE PORTA LA F1 NEL TRAFFICO CITTADINO

25 Maggio 2007, di Redazione Wall Street Italia

(9Colonne) – Ginevra, 25 mag – Nel prossimo futuro Bernie Ecclestone tenterà la fortuna sulla strada, nel senso letterale del termine. Il patron della Formula 1 intende accogliere il più rapidamente possibile le richieste delle città che in tutto il mondo aspettano con impazienza di pagare per ospitare un Gran Premio. Il prossimo anno sarà già il turno di Valencia e Singapore, nel 2009 toccherà ad Abu Dhabi e infine a Yuanyang, nella Corea del Sud. Anche Delhi e Mosca, candidate di vecchia data all’allargamento delle attività dello sport motoristico, potrebbero quindi realizzare il loro sogno. Della “conversione” di Ecclestone al traffico cittadino si occupa oggi il magazine di Credite Suisse, che affida a Elmar Brümmer il compito di fare un po’ di conti. “A Valencia i costi dello spettacolo dovrebbero ammontare a “soli” 43 milioni di franchi. A Singapore gli investimenti previsti sono il doppio. Ma la capitale asiatica della finanza sa come vendere il proprio prestigio, ad esempio ai magnati dell’industria alberghiera o ai visitatori attirati dall’evento. Durante la settimana del Gran Premio le strutture ricettive della città, indipendentemente dal numero di stelle, possono incassare un’imposta aggiuntiva del 30%. Alla fine tutti gli sforzi saranno ripagati: nei prossimi cinque anni i proventi del turismo nella città-stato aumenteranno di 80 milioni di franchi l’anno”. Per Ecclestone si prospetta anche un interessante indotto: “Aggiungendo i circuiti nelle metropoli, Ecclestone arriverà presto ad allungare la stagione a 20 corse. In questo modo egli cerca inoltre di ovviare agli svantaggi che il fuso orario comporta per il principale mercato televisivo europeo. A Singapore dovrebbe disputarsi per la prima volta una gara notturna: non sarà sicuramente un problema illuminare a giorno la metropoli di punta dell’Asia”. Ora Hermann Tilke, l’architetto dei circuiti più esperto in materia di sicurezza, dovrà adattare i suoi tracciati ideali. Il progettista ha già individuato uno svantaggio decisivo rispetto alla libertà di creare circuiti nel verde: «Non è possibile demolire le case». Sarà però possibile girarci attorno in modo più o meno elegante, a seconda dell’umore e del portafoglio dell’organizzatore.